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Come sarà il futuro di Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori del SSN dopo il Covid-19? Parla il segretario Cisl FP Maurizio Petriccioli.

Iniziamo con una serie di interviste ai segretari generali delle principali sigle sindacali che si occupano di sanità e di pubblica amministrazione. Parleremo con loro di Coronavirus e di ciò che si devono aspettare Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori del SSN all’indomani della Pandemia da Covid-19. Abbiamo ascoltato oggi il segretario generale della CISL FP, Maurizio Petriccioli.

A lui abbiamo posto 5 domande impertinenti. Vediamo cosa ci ha risposto.

Il Coronavirus ha messo in ginocchio l’intero Comparto Sanità. Da tempo la CISL FP si sta battendo per il rispetto delle regole, quelle del lavoro, a cui devono sottostare datore e lavoratore. La non programmazione da parte delle Aziende sanitarie nell’approvvigionamento di Dispositivi di Protezione Individuale idonei ad una Pandemia come quella contingente ha portato migliaia di operatori ad ammalarsi e, a volte, a morire di Covid-19. Cosa non ha funzionato finora? Come mai le vostre richieste sono state ignorate in passato?

A mio avviso in ginocchio sono finite le governance pubbliche e private che, da fine febbraio ad oggi, complice l’incapacità cronica dei livelli istituzionali italiani di remare tutti nella stessa direzione, hanno compiuto errori talvolta drammatici e che, purtroppo, si sono scaricati sull’utenza e sulle lavoratrici e i lavoratori. Per il resto, gli operatori di sanità pubblica e privata, i tecnici e i professionisti hanno svolto un lavoro incredibile e non era affatto scontato dopo anni di mancati investimenti pubblici e tagli dei posti letto che ci hanno allontanato dalle medie dei Paesi avanzati d’Europa.

Come Cisl Fp, già nei primi giorni della crisi, avevamo cominciato a denunciare con forza quello che stava accadendo: nelle RSA i nostri delegati aziendali venivano minacciati perché chiedevano le protezioni che le dirigenze non volevano approvvigionare per non spaventare i residenti, così come non abbiamo smesso di denunciare, dentro e fuori le strutture sanitarie, che per settimane gli operatori hanno lavorato con strumenti di protezione, in particolare tute e mascherine, non a norma o, peggio, improvvisate.

I numeri drammatici dei contagi e dei decessi, purtroppo, non sono frutto di una sventura. In Italia sono state fatte scelte politiche ed economiche ben precise in forza delle quali lo Stato ha deciso di non giocare più un ruolo nell’erogazione dei servizi sanitari territoriali e dell’assistenza alle persone più fragili. Le sembra normale che in un mondo dove si muovono simultaneamente 7 miliardi e mezzo di persone, un Paese avanzato come l’Italia, per 10 anni, non abbia aggiornato il piano nazionale di preparazione e risposta alle pandemie? Ne hanno pagato le spese prima di tutto gli operatori sanitari, soprattutto perché si è scelto deliberatamente di non investire nelle scorte nazionali di DPI. Non è stato ignorato solo il sindacato, sono stati ignorati i bisogni dei cittadini.

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di Infermieri, Infermieri Pediatrici, OSS, Professioni Sanitarie, Ostetriche e altri operatori del SSN è sempre un grosso scalino da superare e spesso mette in contrasto le organizzazioni sindacali con i Governi del momento. Crede che dopo quanto accaduto, sta accadendo e accadrà con il Covid-19 cambierà l’atteggiamento della Politica nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari?

Se non pensassi di poter cambiare davvero le cose non potrei fare il sindacalista quindi sono convinto che, anche grazie all’interlocuzione con le parti sociali, chi ha compiti di governo abbia quantomeno capito che i servizi pubblici non sono un costo da sostenere ma la spina dorsale del Paese nei momenti più difficili come quello che stiamo vivendo oggi. Abbiamo bisogno di riconoscere il sacrificio delle donne e degli uomini che hanno curato gli ammalati, spesso a costo della propria salute e questo riconoscimento può avvenire solo con la contrattazione nazionale e decentrata. Quello che è certo è che non faremo sconti a nessuno.

Gli operatori colpiti da Covid-19 o quelli che ne saranno colpiti in futuro hanno subito seri danni dal punto di vista fisico, psichico ed emotivo. Già si parla di Sindrome da Stress Post Traumatico. Crede che le Aziende sanitarie si debbano già organizzare per venire incontro a questa problematica? E come?

Come Cisl Fp abbiamo predisposto, in moltissime realtà territoriali, dei numeri di telefono per l’assistenza psicologica agli operatori ma è chiaro che noi, sul lungo termine, non possiamo sostituirci ad un servizio che deve essere continuativo e portato all’interno delle corsie delle strutture pubbliche e private.
Stiamo registrando, in tutta Italia ma in particolare nelle regioni più colpite dal covid-19, numerosi operatori che rivivono in maniera improvvisa, anche al di fuori dell’orario di lavoro, le stesse emozioni provate in corsia. Ci segnalano inoltre, in numeri assolutamente elevati, casi di colleghi che si sentono costantemente minacciati, fuori dall’orario e dai luoghi di lavoro, come se il virus fosse sempre con loro. Sono situazioni che si manifestano, accompagnate spesso da fenomeni di isolamento e non sono mancati, purtroppo, gesti disperati sui quali le cronache tacciono, forse per pudore. La verità è che quello che si manifesta è uno stress psicologico ed emotivo che non tutti hanno la forza di affrontare adeguatamente e nessun operatore, in generale, era davvero pronto a gestire le conseguenze di una crisi epidemiologica di queste dimensioni, quando sei chiamato a dare l’ultimo saluto a decine di pazienti che ti chiedono solo di poter rivedere i propri familiari. Sulla stampa, oggi, gli operatori sanitari vengono chiamati “angeli” o “eroi” ma come abbiamo detto e ripetuto, l’utilizzo di queste metafore rappresenta un grave errore che danneggia chi sta lavorando in prima linea. Gli operatori sanitari sono persone che non hanno potuto affrontare la pandemia al sicuro dentro le proprie case, ma hanno dovuto rischiare la propria vita ogni giorno. Questo sacrificio va riconosciuto senza retorica ma con piena valorizzazione professionale ed economica e le persone che manifestano disturbi post-traumatici da stress vanno accompagnati dalla vicinanza, dall’ascolto e dalla presa in carico dei loro problemi da psicologi e psicoterapeuti all’interno dei luoghi di lavoro.

Le ferie estive probabilmente salteranno per una mancata o impossibile programmazione da parte delle aziende sanitarie, mentre è sempre più difficile reperire operatori sanitari e socio sanitari liberi o disoccupati. Crede che salteranno o ci sono i margini per garantire il giusto riposo ai professionisti dopo mesi di guerra al Covid-19?

In nome dell’emergenza si sono sostenuti enormi sacrifici, col personale in servizio anche su turni di 13 ore consecutive. Se il governo ha deciso di portare il Paese nella fase 2 dell’emergenza, va da sé che la nuova fase debba significare anche il ritorno ad una normalità di turnazione, riposi e ferie per il personale. Vigileremo in tutte le strutture pubbliche e private affinché non si chiedano ulteriori sacrifici al personale con l’emergenza alle spalle. I fabbisogni si coprono assumendo non chiedendo ulteriori sacrifici a chi ne ha già fatti tanti.

Ritornando al rinnovo contrattuale e al necessario aumento degli stipendi del Comparto Sanità, pensa che ci sia la possibilità di rendere gli operatori dei veri professionisti alla stregua dei medici, che non hanno in pratica il vincolo di esclusività?

Come Cisl Fp vogliamo che venga riconosciuto, al personale in servizio presso il SSN, un’indennità di esclusività e che, contestualmente, sia regolamentata per via contrattuale l’attività di Libera Professione per i professionisti sanitari.
Per quanto concerne la parte economica, le risorse messe a disposizione per il triennio 2016/2018 non hanno permesso di realizzare compiutamente la funzione del CCNL sia per l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita sia per una piena valorizzazione delle professionalità e del rilancio della produttività. Nel prossimo rinnovo, chiederemo aumenti adeguati in linea con gli sforzi compiuti dal personale in queste settimane. Non è più possibile rimandare, inoltre, il finanziamento del nuovo sistema di classificazione, anche alla luce delle necessità emerse nella gestione della pandemia; la revisione del sistema degli incarichi e lo sblocco le carriere tra le varie fasce per permettere percorsi di crescita professionale ed economica. Infine, chiederemo che siano incrementati i fondi contrattuali per il rilancio della contrattazione integrativa.

Grazie segretario.