Infermieri: 6 modi alternativi di somministrare la terapia!

Ci sono modi diversi di somministrare la terapia: tu quale usi?

Torna anche questa settimana l’appuntamento con Pausa Caffè, rubrica delle meraviglie ogni domenica pomeriggio su assocarenews.it.

La professionalità dell’infermiere esula profondamente dalla sola somministrazione terapeutica. E’ altresì vero che quest’ultima rappresenta però una parte importante dal punto di vista della distribuzione del turno su scala oraria.

Sebbene linee guida, protocolli, buone pratiche illuminino l’attività della somministrazione, non sempre tutti aderiscono ad essi.

Oggi abbiamo classificato i modi più caratteristici e diffusi di somministrare in maniera alternativa la terapia: quale ti rappresenta di più?

Il disordine

Partiamo da un grande classico: il “disordine”.

Ha un bisogno atavico di accumulare blister vuoti e confezioni sopra il carrello. Non ce la fa proprio a stare senza, inutile indicargli il cestino. E’ lo stesso che non tappa le gocce e gli sciroppi e tiene le frazioni di compresse sul carrello perchè “è uno spreco buttarle ma è controindicato rimetterle nella confezione”. Per chi lo avesse come compagno di turno suggeriamo di tenere alla portata una pertica o meglio ancora un oggetto appuntito, per tenerlo alla debita distanza quando si avvicina al proprio carrello.

Alla fine comunque somministra tutto senza errori, testimonianza diretta che davvero può esistere una logica nel caos.

Bolt

Bolt è superveloce, superergonomico, superefficiente. Impiega 54,8 secondi a paziente senza sgarrare e qualsiasi incombenza si manifesti la rimanda a dopo aver terminato la somministrazione. Nei momenti di euforia marciante arriva a suonare lui il campanello per il paziente al fine di chiamare l’OSS, senza anticipargli niente. In caso di ritardo è in grado di lanciare la terapia orale dal corridoio, con una mira affinata negli anni con cui riesce sempre a centrare la bocca dei pazienti. Olimpionico!

Il didattico

Il didattico è il classico collega che è preparato, gentile e disponibile….oltremisura! Si presta a raccontare tutta la farmacocinetica di ogni singola molecola, è consulente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e impreziosisce ogni spiegazione con aneddoti e storia del farmaco. I più organizzati possono anche distribuire slides e appunti .

Wikipedia umana.

Il Furio

Il furio è il più preciso e puntiglioso degli infermieri. Prende ovviamente nome dal personaggio di Carlo Verdone. Controlla ogni interazione fra farmaci (anche quelli comuni!), calcola gli orari stimati di assunzione degli antibiotici per garantire una copertura efficace. Se entra al pomeriggio chiama in reparto per chiedere di far iniziare l’infusione venosa alle 12 in punto, sennò lui sarà costretto a sforare le 20 con la sua e si creerebbe un imbarazzo con il paziente. Impiega 45′ a stanza di degenza ed è uno dei più incompresi professionisti del globo.

Non anticiperà mai di orario una somministrazione e se costretto da nuova prescrizione si appellerà all’obiezione di coscienza.

Omero

Omero invece è quel collega che racconta la storia del mondo ad ogni paziente. Qualsiasi domanda gli si ponga lui deve spaziare nella risposta e partendo da “quando finisco l’antibiotico?” si arriverà a parlare della politica industriale degli anni ’60.

Come Furio anche lui impiega ore nel somministrare la terapia. Ama molto la relazione ma costringe i pazienti a sperare nell’arrivo di un medico o fingersi addormentati. Omero è coerente con se stesso anche durante le consegne, per la gioia de compagno di turno che gentilmente lo aspetta prima di smontare.

Lo spacciatore

Lo spacciatore opera nell’illegalità. Asseconda le richieste di ogni paziente, con fare ombroso. Antidolorifici, benzodiazepine, sonniferi: qualsiasi cosa tu cerchi, lui lo ha! E’ stato un apprezzato consulente della serie Narcos e tiene una foto di Pablo Escobar nell’armadietto.

Raccomanda sempre di non rivelare niente agli altri turni anche se i pazienti, si sa, chiacchierano. Non lascia mai prove tangibili ed è il nemico naturale di Furio.

Lo spacciatore conosce e governa le interazioni fra farmaci e crea cocktails per ogni gusto, con o senza ghiaccio. Si scorda che giocare con le pozioni magiche è pericoloso e questo lo rende estremamente negativo per i pazienti e per il team.

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