Stalking, la storia di una collega che ha reagito subendo però un trasferimento!

Oss e Stalking: rifiuta avances del medico e viene trasferita!

L'incubo vissuto da una collega raccontato direttamente da lei: rifiutare le avances di un medico ed essere trasferita d'ufficio!

Nei giorni scorsi siamo stati contattati da una collega Operatrice che lavora da qualche anno presso un ospedale privato lombardo accreditato dal Servizio Sanitario. L'abbiamo intervistata e dalle sue parole sono emersi particolari terribili che stanno influenzando la sua vita, professionale e privata.

Come ha inizio la tua storia?

Questa storia ha inizio a maggio 2016, quando un medico è arrivato nella mia sub-intensiva, dove lavoro dal 2013. Lo conoscevamo già tutti ovviamente, il nostro ospedale non è un grande policlinico, ma non ci avevo mai parlato.

Dopo qualche settimana successe di fare il turno insieme una notte e vedevo che invece di stare in stanza come in genere fanno tutti i medici di guardia, lui stava al bancone con noi che avevamo finito il giro.

Si informava sulle noste vite, parlava della sua.

La mattina dopo mi aggiunge su facebook e comincia a inviarmi messaggi, a dirmi che ero la più bella del reparto e che lui aveva piacere a conoscere nuove persone ma senza fare offerte palesi per il momento.

Tu come hai reagito a questo?

Mi sembrò strano e cercavo di tagliare corto nelle risposte. Ero moltissimo imbarazzata. Durò un paio di giorni in cui mi tartassò poi lo bloccai dicendogli che disinstallavo il programma perchè non avevo memoria nel cellulare.

Dopo qualche giorno lui si fece dare il numero da una mia collega fingendo che glielo avevo dato io e che aveva sbagliato a scrivere le ultime due cifre. Ovviamente non aveva nessun numero.

Una volta avuto il tuo numero come lo ha usato?

Vi dico soltanto che nel giro di tre settimane ho ricevuto 48 tra messaggi whatsapp, su cui l'ho subito bloccato, ed sms. A cui si aggiungono 13 telefonate. Io ho un figlio e sono felicemente sposata. Appena ho compreso il problema ho subito coinvolto mio marito. All'inizio abbiamo cercato altre soluzioni possibili perchè io con questa persona la vedevo in reparto. Quando ho capito che non potevo più aspettare o cercare altre soluzioni, ho fatto denuncia per stalking.

La vita in reparto come si è trasformata nel frattempo?

Lavorare con una persona che tutti reputano amabile e in gamba ma che ti sta tormentando non è facile. All'inizio mi sono confidata con una collega che non mi ha creduta. Le ho fatto leggere i messaggi ed ha dovuto cambiare idea. Ho denunciato la cosa anche alla coordinatrice che di tutta risposta è andata nel panico. Ancora di più al momento della comunicazione della denuncia per stalking.

I tuoi preposti come hanno reagito a questa situazione?

Mi hanno trasferito ad un ambulatorio, distaccati fisicamente dall'ospedale.

Dopo anni di sub-intensiva senza nessun problema ovviamente hanno spostato di reparto l'oss, certamente non il medico.

Che oltre che trasferirmi dal mio ambiente di lavoro e snaturarlo, perdo anche le indennità festive e notturne, quindi ho anche un danno economico sulla busta paga. Ho protestato formalmente e mi sono rivolta al sindacato, che sta lavorandoci sopra.

La questione sta diventando disgustosa e sto pensando di licenziarmi ma il mutuo non me lo permette senza grosse difficoltà. 

Ultima domanda ma forse la più importante: come donna come ti senti?

Ho un marito eccezionale ma sul lavoro mi sono sentita indifesa, come se l'ambiente che reputavo "casa" fosse diventato un bosco di spine. Avevo paura di trovarmi sola con lui in qualche stanza o magazzino o che mi seguisse. Sopratutto dopo la denuncia di stalking, avevo paura di ripercussioni.

E questa misura del trasferimento è assolutamente ingiusta perchè punisce la vittima.

Speriamo che il tuo esempio possa dare forza alle donne che purtroppo sono vittime di queste situazioni e ti stringiamo forte.

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Dott. Marco Tapinassi
Author: Dott. Marco TapinassiWebsite: http://www.assocarenews.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vice-Direttore. Infermiere, webwriter, attentatore di biscotti. Esperto nella gestione di pazienti con Alzheimer e Demenze. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.
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