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mercoledì, Settembre 22, 2021
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Passeggeri notturni. Un capolavoro di Giancarlo Carofiglio.

Passeggeri notturni: due pillole al giorno da assumere da oggi fino alla fine dell’anno. Un capolavoro di Giancarlo Carofiglio per i tipi di Einaudi (2016). Continua l’appuntamento con la Rubrica “Book: libri & letture” a cura dell’Infermiere Giovanni Maria Scupola.

Lo scrittore inglese era solito dire che ci sono tre regole infallibili cui attenersi per scrivere un romanzo di grande successo. Sfortunatamente – aggiungeva –nessuno sa quali siano. (p 16)

Racchiuse in 94 pagine ci sono 30 storie, che occupano lo spazio di circa tre pagine. Poche righe per incorniciare un racconto, costruire i personaggi, trasmettere una suggestione. Quasi una fotografia. Troppe poche? Giancarlo Carofiglio vince questa sfida e con una manciata di parole dipinge trenta quadri che incornicia con una superba copertina (complimenti, come sempre, a chi in Einaudi si occupa di comunicazione visiva). Trenta pillole da assaporare giorno dopo giorno, da qui alla fine dell’anno, quasi fosse un calendario dell’Avvento letterario.

Il mio consiglio, dunque, è quello di assaporarne la lettura in piccole dosi, uno o due racconti al giorno, prima di dormire, quasi fosse una prescrizione medica. Se ne consiglia anche la rilettura, una o più volte, per riuscire a cogliere dettagli o sottointesi che possono sfuggire ad una lettura veloce.

Ci troverete storie quotidiane con tutte le loro sfaccettature, riferimenti a fatti di cronaca, racconti vissuti dall’autore in prima persona, alte pagine di educazione sociale e civica. Conoscerete personaggi molto diversi tra loro, per età, sesso o condizione sociale. Il ragazzino bullizzato che trova nei libri una singolare arma di difesa, la strana viaggiatrice che per tutto il viaggio recita versi a un perduto amore, uno sfruttatore di prostitute e il suo inferno in un vagone del treno, una anziana signora che gioca a corteggiare un compagno di viaggio. E poi avvocati, magistrati e poliziotti, tutti personaggi ben noti allo scrittore.
Storie apparentemente disconnesse tra loro, ma accomunate dalla brevità del racconto e dalla sagacia con cui lo scrittore li costruisce, utilizzando spesso battute fulminanti o riflessioni coraggiose. Pensieri profondi o strampalati, leggeri o tristissimi, propri quelli che ci sovrastano di notte, quando tutto, attorno a noi, si quieta e la mente trova spazio, tempo e libertà per viaggiare in mondi e luoghi lontani dal nostro.

Andiamo in biblioteca, ci serve un’arma. (pag 6)

Ho fallito tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (pag. 43)
– Ehi ci sei? 
- Dov’eri? 
- Su un treno, tanti anni fa.” (pag 22)

Le parole sono pistole cariche. (pag 27)

Non penso che sia il migliore libro di Carofiglio, ma lo reputo un buon punto di partenza per chi si volesse accostare a questo scrittore.

Marina Donativi, LaAV – Lecce

Redazione AssoCareNews.it
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