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OSS protagonisti al Forum Risk Management. MIGEP: “ecco come vogliamo cambiare la professione”.

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Gli Operatori Socio Sanitari (OSS) protagonisti al Forum Risk Management. MIGEP: “ecco come vogliamo cambiare la professione”.

Egregio Direttore,

nella giornata del 22 novembre al Forum Risk Management anche gli OSS hanno avuto la possibilità di dire la loro sul proprio futuro. E’ stato un notevole contributo d’idee, progetti, tante istanze portate all’interno del forum, e che saranno il punto di partenza per la categoria, anche quest’anno ci sono stati relatori di certo spicco che hanno dato un contributo ad arricchire il programma dell’operatore socio sanitario con la presenza anche del Deputato Vito De Palma.

La formazione non è un obbligo, ma è soprattutto un dovere, la categoria dell’operatore socio sanitario è pronta a confrontarsi portando sul tavolo del Governo, del Parlamento, e del Ministro della Salute, le sue proposte che parte all’interno di una revisione del proprio profilo.

Il ritratto che è stato illustrato sull’operatore socio sanitario, è stato un tema forte e incisivo, partendo dalla formazione, aggiornamento, area socio sanitaria, ruolo, ridefinizione delle competenze, responsabilità, progetti importanti di modernizzazione ed innovazione per consolidare il rilancio della professione oss.

Gli oss hanno dimostrato in questi anni volontà di crescere e di evolvere in un sistema assistenziale che continua a rimanere fuori dalle priorità del paese, una sanità condannata a sgretolarsi in una stentata sopravvivenza a causa della regionalizzazione, poiché lo scenario politico è diventato molto complesso, si sta svendendo la sanità pubblica al privato, creando la rottura del patto stato regioni, rischiando in questo modo un processo separatista con programmi diversi da regioni a regioni.

La gestione del cambiamento è la chiave universale per favorire i processi di miglioramento di una professione in nuovi asset professionali.

La resistenza naturale che la categoria sta adottando verso la nuova evoluzione genera frustrazione facendo rimanere la professione nella paura e nella sottile linea del personalismo, perdendo di vista l’identità professionale.

L’identità della professione oss, deve essere reindirizzata a un livello formativo con un diploma di qualifica, e una retribuzione economica adeguata.

La formazione deve essere gestita da istituti socio sanitari, e non attraverso atti tecnici, ma attraverso percorsi indispensabili di nozioni che permettono maggiore competenza nella valutazione delle metodologie utilizzate, capacità di comprendere strategie, e strumenti statistici.

Una formazione che deve essere compatibile ed omogenea su tutto il territorio nazionale, riconoscendo l’oss come protagonista in un sistema assistenziale, riconoscendone competenze e valori etici anche attraverso il codice etico.

Una figura proiettata in un’equipe assistenziale nelle cure e bisogni del cittadino fragile, dove acquisiscono maggior competenze che dovranno essere riconosciute attraverso indicatori per la qualità sull’assistenza.

Bisogna sviluppare e rafforzare una formazione continua, anche attraverso la certificazione delle competenze, rivedere il vincolo che impedisce all’oss di essere un professionista, indispensabile un registro nazionale obbligatorio, quantificare i bisogni di personale nelle strutture private attraverso una sicurezza di lavoro, garantendo la retribuzione che sia in linea con l’Europa, per evitare la continua disuguaglianza economica, riconoscendone anche il lavoro usurante.

Prevedere percorsi nuovi di formazione per l’OSS, è un obiettivo che potrebbe coprire il vuoto legislativo formativo causato dalla legge 42/99. Rendere attrattiva la nuova figura, “l’assistente per la salute”, per avere professionisti con un potenziamento delle competenze, integrazione multidisciplinare, multiprofessionale, specializzando, e migliorando la propria performance con aumento della sicurezza nei processi organizzativi e clinici, gestendo le difficoltà, e i conflitti.

L’evoluzione si traduce nella necessità di creare una solida infrastruttura introducendo nello staff diverse figure professionali, in grado di migliorare sensibilmente le performance e la qualità assistenziale.

L’aggiornamento professionale deve essere in linea con la politica sanitaria, valorizzando i professionisti OSS che mantengono e valorizzano il loro costante aggiornamento attraverso la certificazione delle competenze.

Bisogna rendere chiare le peculiarità dell’operatore socio sanitario, portando a conoscenza del cittadino, e del politico l’importanza di questa professione, anche per evitare strumentalizzazioni da altre associazioni correlate a denigrare la professione con la perdita di professionalità.

La valorizzazione della nuova figura “assistente per la salute” si pone in un forte accento sul raggiungimento degli obiettivi che devono essere molto ben esplicitati, e sotto-articolati in risultati attesi e azioni nel rispetto di risorse e tempi definiti. La nuova figura per gestione e per progetti e obiettivi, è molto utile anche per sperimentare nuovi modelli organizzativi e più in generale per “aprire nuove strade” attraverso progetti innovativi di figure preparate.

La nuova figura rilancia la convivenza tra pubblico e privato, che deve avvenire sotto il segno di un’integrazione e non di sterile competizione.

Una maggiore coerenza formativa, oltre che una più flessibile manifestazione delle competenze richieste, può essere raggiunta superando i due attuali livelli formativi dell’OSS e definendo un univoco ed omogeneo percorso formativo sull’intero territorio nazionale, per un innovato profilo professionale.

La professione dell’operatore socio sanitario deve crescere e differenziarsi per responsabilità, competenze e percorsi, deve articolare i propri valori, mantenere l’integrità della professione e integrare i principi della giustizia sociale nella politica della professione assistenziale.

La professione OSS è chiamata a sviluppare, attuare e verificare un piano di cambiamento professionale efficace e sostenibile, secondo le migliori evidenze e in maniere innovativa, deve articolare i propri valori producendo soluzioni concrete, lavorando sul progetto per realizzare, fare, migliorare, e per non lasciare in mano agli infermieri il monopolio della formazione in quanto non devono essere gli infermieri i responsabili della formazione e della professione dell’OSS.

E per questo, che mettiamo in campo tutto quello che si può mettere per ottenere, puntando i riflettori sull’importanza di un servizio sanitario pubblico, privato, e territorio, in un progetto: nuova figura L’Assistente per la Salute, finalizzata a rendere gli oss attori nell’assistenza alla persona.

La professione OSS deve chiedere rispetto, poiché non è una figura di supporto, deve differenziarsi per responsabilità, competenze e percorsi formativi, essendo il sistema basato sulla multiprofessionale. Deve migliorare la propria capacità di affermazione e visibilità sociale per andare a definire effettivamente assistenza e cura multidisciplinare, multiprofessionale, interdisciplinare, e lavoro di equipe

La Federazione Migep OSS, e il Sindacato SHC OSS mette in campo un programma per sostenere la campagna “salviamo la professione oss” che attraverso assemblee, mobilitazione, sit-in, raccolte firme, con attività di monitoraggio e analisi punteranno i riflettori sull’importanza della figura dell’OSS.

In conclusione, tutta questa frammentazione, risponde solo alla logica del profitto e non c’è nessuna ragione né di ordine sanitario né sociale per tenere divisi i lavoratori della sanità con quello del privato; di qui la necessità di rivendicare il contratto unico per tutti gli operatori sanitari e socio sanitari. Occorre innovare la struttura per la definizione del contratto che deve essere unico per tutto il settore socio sanitario e sanitario.

Investire nella formazione professionale delle risorse umane nel settore sanitario e sociosanitario è oggi una necessità sempre più evidente. Istruzione, formazione e lavoro, sono oggi legati tra loro, per cui diventa decisiva una sempre maggiore collaborazione fra le istituzioni, le aziende ospedaliere e le università, per una crescita che interessa soprattutto i giovani.

L’Assistente per la Salute è un percorso di studio che da la possibilità di ridurre la disoccupazione, e di risolvere la carenza di personale infermieristico, e di equilibrare le carenze delle RSA, eliminando l’abuso di professione da parte dell’oss, in quanto non tutti possono permettersi un percorso universitario.

Tale scenario richiede alle professioni sanitarie e sociali l’adeguamento delle competenze e la capacità di collaborare e cooperare su obiettivi e programmi assistenziali predefiniti e valutabili attraverso indicatori di processo e di risultato poiché il sistema assistenziale non può più essere gestito da una sola professione.

Tanto per far comprendere, oggi, sono richieste all’OSS competenze specifiche e multidisciplinari non solo strettamente scientifiche, ma anche di carattere etico, normativo e organizzativo.

Il cambiamento è adesso… Tutti i professionisti OSS motivati in questo cambiamento, devono unirsi unitariamente con la Federazione Migep OSS, e con il Sindacato Professionale Shc OSS in modo positivo verso una professione che ha bisogno di evolvere in un nuovo progetto, chiedendo al Governo, al Parlamento, al Ministro della Salute di ascoltare questa categoria troppo spessa dimenticata e ignorata.

Federazione Migep
Angelo Minghetti – Loredana Peretto

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