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martedì, Gennaio 18, 2022
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Ferie di Natale bloccate per Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie. Protesta la Fials.

A Bologna e Imola Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie rischiano di vedersi annullare le ferie di Natale. Scende in campo la Fials.

La Fials di Bologna e Imola scende in campo per dire no al blocco selle ferie di Natale per Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie. Lo fa con una nota inviata alla stampa dal segretario provinciale Alfredo Sepe.

“Gli operatori delle aziende sanitarie bolognesi sono di nuovo alle corde, i vertici aziendali hanno deciso di bloccare le ferie natalizie di migliaia di operatori, un atto illegittimo che penalizza ancora una volta chi ha lavorato in prima linea per combattere la pandemia , motivo per cui abbiamo deciso di presentare un esposto all’Ispettorato del Lavoro​” – spiega Sepe nel suo comunicato.

“Il diritto al recupero biologico è un diritto sancito dal contratto e dalle norme che regolamentano la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, valga il vero si registrano turni di 12 ore consecutive, rientri sul giorno di riposo ed innumerevoli doppi turni, il personale viene spostato da un reparto all’altro senza la dovuta formazione e senza preavviso, aumentano le malattie, gli infortuni sul lavoro ed i casi di responsabilità professionale, dovuto appunto al troppo Stress​” – aggiunge.

E non è tutto: “il lavoro straordinario è alle stelle e non sono ancora stati sostituiti tutti gli operatori NO VAX , nonostante siano​ attive delle graduatorie da cui le aziende attingono purtroppo con il contagocce, non considerando che il personale è allo stremo delle forze con un evidente impatto sulla qualità dell’assistenza e delle prestazioni cliniche e assistenziali a favore dei cittadini​”.

“Le Aziende ancora una volta decidono di sacrificare i diritti dei lavoratori, senza provare a riorganizzare il sistema sanità, implementando le assunzioni e soprattutto cercando una soluzione sulla riduzione delle liste di attesa e sulle prestazioni diagnostiche, a nostro avviso basterebbe bloccare temporaneamente la libera professione (visite ed interventi a pagamento) per dare gli stessi diritti anche ad i cittadini che non possono pagarsi le cure, la salute è un diritto universale e non può essere monetizzato​” – conclude il sindacalista Fials.

Redazione AssoCareNews.it
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