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FIALS sul Rinnovo CCNL Sanità: al via il dibattito sul sistema degli incarichi.

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Si è tenuto ieri, 11 maggio, il nuovo incontro con l’ARAN per la prosecuzione dei lavori sul rinnovo del CCNL Comparto Sanità.

I punti trattati sono stati numerosi, l’ARAN ha dato però riscontro positivo alle nostre richieste di integrazione del precedente incontro ma riteniamo ancora insoddisfacente il sistema delle relazioni sindacali sui cui certamente sarà necessario definire un nuovo incontro.

“Abbiamo apprezzato che sia stato inserito, come da noi richiesto, all’Art. confronto, il tema della pianificazione della formazione dei lavoratori e dell’andamento occupazionale – dichiara Giuseppe Carbone, Segretario Nazionale FIALS -.

Ma riguardo l’Art. organismo paritetico per l’innovazione, ad oggi è stata rifiutata la nostra proposta di abbassare la soglia di età a 60 anni per l’eventuale esonerabilità non solo dalla pronta disponibilità ma anche dal turno notturno”.

A supporto della nostra richiesta

abbiamo evidenziato ancora una volta che su tutto il territorio nazionale, il numero di limitazioni al turno notturno per lavoratori sopra i 55 anni è già elevato e pertanto prevederne la possibilità di valutazione all’interno di questo organismo sarebbe comunque un gesto di attenzione verso i lavoratori.

Ancora una volta abbiamo chiesto di innalzare i tempi di consegna e per le operazioni di vestizione/svestizione. “Siamo convinti che l’aspetto economico sia un falso problema – specifica il leader della FIALS -basterebbe guardare il dato dello straordinario che si genera per ogni turno proprio per il passaggio di consegna”.

Soddisfatti invece, per la modifica dell’articolato delle Progressione economica all’interno delle aree.

È stata accettata la nostra proposta, sostenuta anche dalle altre sigle sindacali, di attribuire i differenziali economici di professionalità previa graduatoria dei partecipanti, così definita:

Una quota non inferiore al 40% in base alla media delle ultime tre valutazioni.

Un’ulteriore quota non inferiore 40% per l’esperienza professionale maturata e la restante quota per criteri da definire in sede di contrattazione integrativa.

Resta da definire il tempo di permanenza in uno stesso differenziale economico. Da 5 anni si è passati a 4, ma tenendo conto del loro valore annuo lordo che poco si discosta dal passato, la proposta non ci trova concordi.

All’ordine del giorno oggi, l’importante tema del sistema degli incarichi che consideriamo l’elemento prioritario per la valorizzazione delle competenze dei lavoratori della sanità.

FIALS ha proposto per tutti gli incarichi

inclusi quelli di posizione, prevedere che possano essere rinnovati, previa valutazione positiva a fine mandato, senza attivare la procedura di selezione.

Per gli incarichi di posizione attendiamo la definizione dei requisiti di accesso. Vista la natura dell’incarico è stata ribadita la richiesta di disporre il loro trattamento economico a bilancio e non sul fondo degli incarichi.

Mentre per gli incarichi di funzione organizzativa abbiamo chiesto di eliminare come requisito d’accesso la laurea magistrale.

Principalmente per due motivi

il primo nasce dalla considerazione che per tutte le altre professioni anche di altri Comparti sono previsti solo i 5 anni di esperienza, pertanto non si comprende perché ci ostiniamo a inserire dei gradini di difficoltà solo ai professionisti sanitari.

In secondo luogo riteniamo assurdo chiedere gli stessi titoli e anni di esperienza richiesti ad un Dirigente delle professioni sanitarie soprattutto in considerazione della differenza di ruolo, ma anche stipendiale.

Inoltre, tra i requisiti di accesso è stata chiesta la modifica riguardo le valutazioni “sempre positive”.

E’ sicuramente necessario definire un riferimento temporale più ristretto. Non si può pensare che nell’arco della vita professionale non possa esserci una valutazione negativa.

Abbiamo chiesto di prevedere anche

per gli incarichi di funzione organizzativa la sostituzione in caso di temporanea assenza o impedimento del titolare di un incarico.

“Si pensi ad esempio ad un coordinatore assente per maternità – chiarisce il Segretario della FIALS – e che per diversi mesi lascia il reparto; in questo modo eviteremmo anche l’annoso problema dei facenti funzioni purtroppo ancora esistente in troppe realtà”.

La pandemia ci ha dimostrato il ruolo e la valenza dei coordinatori in situazioni emergenziali. Riteniamo, pertanto che sul punto del riconoscimento ore straordinarie vi debba essere una norma di salvaguardia per riconoscere le ore di straordinario in casi eccezionali.

Nella tabella delle attività caratterizzanti l’incarico, per l’area dei professionisti della salute e dei funzionari, abbiamo chiesto di riconoscere l’incarico anche a chi si occupa di tutoraggio, di consulenza di studio e di ricerca mentre, per gli incarichi professionali e per il riconoscimento di questi incarichi all’area degli assistenti e degli operatori abbiamo chiesto di prevedere 5 anni di esperienza e non 15.

Il tema del part-time

oltre che sull’accesso all’area ad elevata qualificazione, ritorna anche sul conferimento degli incarichi di funzione organizzativa.

Una doppia discriminazione il fatto di limitare il loro accesso solo ad incarichi al di sotto dei 3000 euro, il cui valore economico verrà a sua volta rideterminato in proporzione alla durata della prestazione lavorativa.

Sullo stesso punto la FIALS ha evidenziato che “ad oggi nella bozza contrattuale, non esistono per l’area dei Professionisti della salute e funzionari incarichi dal valore inferiore ai tremila euro – conclude Carbone –

E’ evidente che se si proseguisse con la volontà di esclusione di questo personale si creerebbe un elemento discriminatorio tra professionisti di aree diverse e soprattutto si genererebbe un problema politico ben più grande sulla parità di genere e sulle stesse misure per la famiglia e la natalità, visto che generalmente sono le donne a richiedere l’orario di lavoro ridotto per accudire figli o familiari anziani”.

Riguardo il trattamento economico degli incarichi professionali di base abbiamo ribadito la necessità di rivedere i Valori di indennità.

La previsione di uno stesso importo pari a 930 euro sia per i professionisti della salute e dei funzionari che per gli assistenti riteniamo sia contraddittorio anche rispetto alle declaratorie nel documento riportate e che ben evidenziano la differenza per ruolo, titoli e competenze di questi lavoratori.

Redazione AssoCareNews.it
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