Infermiere muore d’infarto dopo turno di lavoro: forse lo stress lo ha ucciso.

Infermiere muore d'infarto dopo turno di lavoro: forse lo stress lo ha ucciso.
Infermiere muore d'infarto dopo turno di lavoro: forse lo stress lo ha ucciso.

Lo denuncia il sindacato Nursind di Vallo della Lucania

E’ l’ennesima morte da stress o semplicemente un malore legato ad una patologia cronica non nota? Chi lo sa, intanto il decesso dell’Infermiere Roberto Piccirillo, in forza all’Unità Operativa di Ortopedia presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania (Campania), fa discutere e fa riemergere prepotentemente le condizioni aberranti a cui sono sottoposti i lavoratori nel campo della sanità. A scendere in campo è stato ancora una volta Biagio Tumasco, segretario territoriale del sindacato Nursind, che ha puntato il dito contro l’azienda.

Per Tumasco i turni di lavoro sono eccessivi e lo stress psico-fisico quotidiano a cui sono sottoposti gli Infermieri (ma anche gli Oss, i Medici e gli altri Professionisti Sanitari) stanno portando a situazioni oramai patologiche. Il burnout è evidente e la situazione di stanchezza degli operatori sta influendo negativamente anche sulla qualità dell’assistenza effettiva erogata.

Piccirillo, che era un appassionato di calcio, ma che non disdegnava pratiche poco salutari quale il fumo di sigarette, probabilmente non si era mai fatto controllare proprio per mancanza di tempo, visti i turni massacranti. Professionista di 49 anni, con 5 lustri di esperienza, era amato da tutti per il suo modo squisito di dedicarsi a chi soffre.

A quanto si è capito avrebbe accusato un malore al rientro a casa. Si è accasciato sul divano di casa. A nulla sono serviti i soccorsi. Per il segretario Nursind, nella foto in basso nell’articolo, il decesso sarebbe correlato direttamente alle condizioni di stress protratto.

Piccirillo, iscritto all’Ordine degli Infermieri di Salerno, avrebbe compiuto 50 anni ad ottobre. Ea costretto a straordinari massacranti e ad ordini di servizio che spesso si potevano evitare (le 11 ore di riposo imposte dall’Unione Europea e ratificate dal Governo italiano sono una mera chimera in Campania). Il reparto di Ortopedia, come quello di Medicina, di Chirurgia ed altri, continuano ad essere implementati di ricoveri e di posti letto senza alcuna motivazione e contro ogni norma regionale e nazionale. Ciò comporta un lavoro in più per i professionisti della salute, che oramai sono al collasso.

Per concludere, Nursind riferisce che nell’ospedale lucano ci sarebbero stati in totale 5 infarti cardiaci. Ciò dovrebbe far riflettere, anche per questo il sindacato ha invitato la Direzione Generale e quella Sanitaria a correre ai ripari e ad assumere personale. Sarebbe opportuno iniziare a pensare ad un controllo di tutti gli operatori e a non trascurare le richieste di aiuto palesi e meno palesi.

Come dicevamo, per finire, le condizioni di stress riguardano un po’ tutte le professioni sanitarie e socio sanitarie e non risparmiano nemmeno i Medici, che da tempo sono sul piede di guerra.

Buon viaggio Roberto!

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