Il Comitato PSAUT Campania chiede il potenziamento dell’emergenza territoriale, maggiori risorse e il riconoscimento dell’indennità di Pronto soccorso: «Non molleremo un centimetro».
Accendere i riflettori sulla situazione dei PSAUT della Campania, potenziare la rete dell’emergenza territoriale e garantire un adeguato riconoscimento professionale ed economico agli operatori che ogni giorno lavorano in prima linea.
È questo il senso dell’appello lanciato dal Comitato PSAUT Campania, che chiede alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali di intervenire con decisione per rafforzare quei presidi considerati strategici nel sistema dell’emergenza-urgenza.
La richiesta arriva in un momento in cui i Pronto soccorso ospedalieri continuano a essere sottoposti a una forte pressione assistenziale. Secondo quanto riferito dal Comitato, nel biennio 2025-2026 gli accessi sarebbero aumentati di circa il 40%, rendendo ancora più urgente un rafforzamento della rete territoriale.
PSAUT, una cerniera fondamentale tra territorio e ospedale.
Per il Comitato, i PSAUT rappresentano un presidio intermedio fondamentale tra il territorio e l’ospedale.
Una rete territoriale adeguatamente organizzata e dotata di personale potrebbe infatti contribuire a gestire una parte delle richieste di assistenza, evitando che ogni paziente venga indirizzato automaticamente verso il Pronto soccorso ospedaliero.
Da qui la richiesta di investire sulle strutture già esistenti attraverso il reclutamento e la valorizzazione di medici, infermieri e OSS.
«Bisogna potenziare i presidi di emergenza territoriale afferenti alla rete del 118», sostiene il Comitato, sottolineando la necessità di trasformare i PSAUT in una risorsa pienamente integrata nella rete dell’emergenza regionale.
«Prima il personale, poi le nuove strutture».
Nel mirino degli operatori finisce anche il processo di sviluppo delle Case di Comunità.
Il Comitato non contesta la necessità di rafforzare l’assistenza territoriale, ma pone una domanda precisa: con quale personale verranno garantiti i nuovi servizi?
Secondo la denuncia, in alcune realtà il personale sarebbe stato reperito attraverso la mobilità di infermieri provenienti da strutture private o cooperative, senza determinare un vero incremento complessivo delle risorse umane disponibili.
Il rischio, secondo gli operatori, è quello di spostare personale da un servizio all’altro senza risolvere realmente il problema della carenza degli organici.
«Anziché reclutare risorse umane per potenziare servizi esistenti già in agonia e sotto pressione – sottolineano – si rischia di creare ulteriori difficoltà».
Carichi di lavoro e rischio burnout.
La situazione descritta dal Comitato riguarda anche le condizioni di lavoro del personale.
Turni, responsabilità, carichi assistenziali e gestione quotidiana delle emergenze possono determinare una forte pressione psicofisica sugli operatori.
Il rischio denunciato è quello di un progressivo burnout, soprattutto in assenza di organici adeguati e di condizioni di lavoro realmente sicure.
Per il Comitato, la tutela degli operatori deve diventare parte integrante della riorganizzazione dell’emergenza territoriale.
Non si può infatti chiedere sempre maggiore responsabilità professionale senza garantire contemporaneamente personale sufficiente, sicurezza, formazione e riconoscimento economico.
La battaglia per l’indennità di Pronto soccorso.
Uno dei punti più controversi della vertenza riguarda l’indennità di Pronto soccorso.
Il Comitato PSAUT Campania contesta l’esito del tavolo sindacale di luglio e lamenta il mancato riconoscimento dell’indennità al personale dei PSAUT.
Secondo gli operatori, il riconoscimento sarebbe stato attribuito al personale dei SAUT 118, lasciando fuori chi opera nei PSAUT, nonostante le attività svolte presentino, secondo la loro ricostruzione, importanti elementi di analogia e ulteriori responsabilità assistenziali.
«Non comprendiamo perché debba essere riconosciuta l’indennità soltanto a una parte degli operatori dell’emergenza territoriale», è la posizione espressa dal Comitato.
La richiesta è quindi quella di una equiparazione del riconoscimento economico, sulla base delle effettive funzioni svolte e delle responsabilità professionali.
Dalla piccola chirurgia alla gestione dell’infarto.
Il Comitato sottolinea inoltre che i PSAUT non svolgerebbero esclusivamente attività di primo intervento.
Tra le prestazioni indicate figurano piccola chirurgia, breve osservazione, prelievi diagnostici e dosaggio della troponina nei percorsi di emergenza.
Gli operatori evidenziano inoltre il ruolo dei PSAUT nei percorsi dedicati all’infarto miocardico acuto, sottolineando come la tempestività della diagnosi e dell’intervento rappresenti un elemento essenziale nella gestione delle patologie tempo-dipendenti.
Per questo motivo, secondo il Comitato, non sarebbe corretto considerare questi presidi come strutture di serie B rispetto ai Pronto soccorso ospedalieri.
«Ci sentiamo dequalificati e demansionati».
La denuncia assume anche una dimensione professionale.
Gli operatori sostengono di aver subito nel tempo situazioni che ritengono riconducibili a dequalificazione, demansionamento e mancata tutela professionale.
Il Comitato annuncia inoltre la volontà di verificare e, laddove necessario, denunciare eventuali comportamenti ritenuti antisindacali o lesivi dei diritti dei lavoratori.
Il riferimento è alle norme contrattuali e alle disposizioni europee in materia di organizzazione del lavoro, sicurezza e tutela del personale.
Una mobilitazione oltre le appartenenze sindacali.
La particolarità della mobilitazione è anche nella sua natura trasversale.
Il Comitato sottolinea infatti come gli operatori si stiano coalizzando indipendentemente dalla tessera o dall’appartenenza sindacale.
«Siamo resilienti e determinati. Non molleremo un centimetro», è il messaggio lanciato dagli operatori dei PSAUT campani.
Una mobilitazione che, secondo il Comitato, starebbe progressivamente superando i confini regionali, con analoghe iniziative e richieste provenienti da altre realtà italiane.
«Non chiediamo regali, chiediamo dignità».
La conclusione dell’appello è forse il passaggio più significativo.
Gli operatori non chiedono privilegi, ma il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente nell’emergenza.
«Non vogliamo regali – affermano – vogliamo dignità e riconoscimento professionale e umano».
Una richiesta che comprende anche il tema della sicurezza personale.
Gli operatori dei PSAUT evidenziano infatti di trovarsi spesso a lavorare in situazioni di particolare esposizione al rischio, in strutture territoriali che non sempre dispongono degli stessi sistemi di sicurezza presenti all’interno degli ospedali e dei Pronto soccorso.
La domanda alla politica e alla sanità campana.
La vertenza PSAUT pone quindi una questione più ampia: quale ruolo vuole assegnare la Regione Campania all’emergenza territoriale?
Se l’obiettivo è ridurre la pressione sui Pronto soccorso, rafforzare la medicina territoriale e rendere più efficiente il percorso di presa in carico dei cittadini, il potenziamento dei PSAUT potrebbe rappresentare, secondo gli operatori, uno degli strumenti da utilizzare.
Ma per farlo servono organici adeguati, investimenti, formazione, sicurezza e riconoscimento professionale.
Il Comitato PSAUT Campania chiede quindi che le istituzioni «accendano un faro» sulla situazione dei presidi e sul lavoro dei professionisti che vi operano.
La loro posizione è chiara: nessun regalo, nessun privilegio, ma il riconoscimento della dignità di chi ogni giorno lavora nell’emergenza e contribuisce a garantire il diritto alla salute dei cittadini.
La parola passa ora alle istituzioni, alle aziende sanitarie e alle organizzazioni sindacali.
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