La gestione di un paziente allettato portatore di Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG) richiede un approccio assistenziale multidisciplinare, in cui l’integrazione delle competenze tra infermiere e Operatore Socio-Sanitario (OSS) risulta fondamentale. Se la gestione clinica e la somministrazione della nutrizione o dei farmaci restano di esclusiva competenza infermieristica, l’OSS gioca un ruolo chiave nelle attività di supporto, igiene e sorveglianza quotidiana.
Le competenze dell’OSS nella cura quotidiana.
Nel modello di assistenza a un paziente allettato con PEG, l’OSS interviene direttamente su diversi fronti ad alta vulnerabilità:
- Igiene e cura della cute peri-stomale: L’OSS collabora o esegue le manovre di igiene dell’area circostante la stomia secondo protocollo, mantenendo la pelle pulita e asciutta per prevenire macerazioni e infezioni cutanee.
- Posizionamento e mobilizzazione: Durante i cambi di postura, fondamentali per la prevenzione delle lesioni da pressione nel paziente allettato, l’OSS opera con cautela per evitare trazioni accidentali, torsioni o dislocazioni del sondino della PEG.
- Sorveglianza e segnalazione tempestiva: Pur non effettuando valutazioni cliniche autonome, l’OSS rappresenta una “sentinella” preziosa. È infatti formato per riconoscere e segnalare prontamente all’infermiere eventuali campanelli d’allarme, quali arrossamenti marcati, fuoriuscita di materiale gastrico (perdite dalla stomia), dolore del paziente o mal posizionamento del presidio.
- Supporto al comfort e all’idratazione della mucosa orale: I pazienti con PEG necessitano comunque di una meticolosa igiene del cavo orale per prevenire infezioni e garantire il benessere psicofisico, attività in cui l’OSS ha un ruolo di primo piano.
I confini operativi: ciò che l’OSS non deve fare.
È essenziale ribadire i confini normativi e professionali: l’OSS non deve mai sostituirsi all’infermiere nelle attività che richiedono valutazione clinica o manovre invasive. Nello specifico, l’OSS non gestisce direttamente l’infusione della nutrizione enterale, non somministra farmaci attraverso la PEG e non provvede alla sostituzione o alla manipolazione del sistema di ancoraggio del sondino.
L’OSS come supporto indispensabile.
L’apporto dell’OSS nella gestione della PEG nel paziente allettato non si limita a mansioni di semplice routine, ma costituisce un moltiplicatore di sicurezza all’interno del team di cura. Attraverso un’attenta osservazione, il rispetto dei protocolli di mobilizzazione e una stretta collaborazione con il personale infermieristico, l’OSS contribuisce in modo determinante alla prevenzione delle complicanze e al miglioramento della qualità di vita del paziente fragile.
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