Per molti italiani Ferragosto significa mare, ferie, grigliate, feste in famiglia e qualche giorno di meritato riposo. Negli ospedali, nelle RSA, nelle strutture residenziali, nei servizi territoriali e nelle strutture di emergenza, invece, il calendario continua a scorrere senza sconti.
Il 15 agosto non esiste per chi lavora nella sanità.
Mentre migliaia di persone si preparano a trascorrere una giornata di festa, Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari saranno regolarmente al lavoro per garantire assistenza e continuità dei servizi.
Ferragosto non manda in ferie la malattia.
Un infarto non aspetta il 16 agosto. Un anziano non smette di avere bisogno di assistenza perché è festa. Un paziente ricoverato non può essere dimesso semplicemente perché il personale è ridotto. Un Pronto Soccorso non chiude e le emergenze non conoscono festività.
È questa la realtà spesso dimenticata della sanità.
Ci saranno Infermieri impegnati nei turni di mattina, pomeriggio e notte, OSS al fianco dei pazienti, tecnici sanitari nei servizi che resteranno operativi, ostetriche, fisioterapisti e altre professioni sanitarie chiamate a garantire, dove previsto, la continuità assistenziale.
E qualcuno, probabilmente, trascorrerà Ferragosto in corsia anziché al mare.
Un Ferragosto diverso per chi assiste gli altri.
Per un Infermiere, un OSS o un Professionista Sanitario, lavorare il 15 agosto significa spesso rinunciare a una giornata con la propria famiglia.
Significa salutare i propri figli prima di entrare in servizio, mentre amici e parenti si preparano per il pranzo di Ferragosto.
Significa mangiare magari in una mensa aziendale, con tempi e modalità condizionati dal turno.
E significa soprattutto continuare a fare il proprio lavoro anche quando fuori dall’ospedale sembra che tutto si sia fermato.
Non è un lamento. È una constatazione.
Chi sceglie una professione sanitaria sa che il sistema ha bisogno di assistenza 365 giorni l’anno. Ma questo non significa che il sacrificio debba diventare invisibile o considerato automaticamente dovuto.
Il problema è quando Ferragosto diventa sinonimo di carenza di personale.
Il vero tema non è soltanto chi lavorerà il 15 agosto.
La domanda più importante è: con quale personale lavorerà?
Perché una cosa è garantire i turni durante le festività attraverso una programmazione adeguata, un’altra è farlo attraverso organici insufficienti, ferie difficili da programmare, continui cambi turno, straordinari e personale costretto a coprire assenze e carenze.
E qui Ferragosto diventa soltanto la fotografia di un problema che esiste durante tutto l’anno.
La sanità non va in ferie, ma anche gli operatori sanitari hanno diritto al riposo.
Infermieri e OSS: professionisti essenziali anche nei giorni di festa.
C’è poi un altro aspetto che merita attenzione.
Ferragosto può essere l’occasione per ricordare quanto siano importanti figure che troppo spesso vengono considerate soltanto quando servono.
L’Infermiere non è semplicemente “quello che fa le terapie”.
L’OSS non è semplicemente “quello che aiuta il paziente”.
Le Professioni Sanitarie non sono un elemento accessorio del sistema.
Sono parte integrante della macchina assistenziale e contribuiscono ogni giorno alla sicurezza, alla cura, alla riabilitazione e al benessere delle persone.
E il loro lavoro non si interrompe quando sul calendario compare una giornata festiva.
E allora cosa faranno a Ferragosto?
Molti saranno al lavoro.
Qualcuno sarà in Pronto Soccorso.
Qualcuno in un reparto ospedaliero.
Qualcuno in una RSA.
Qualcuno nei servizi territoriali.
Qualcuno accompagnerà pazienti fragili e anziani.
Qualcun altro sarà impegnato nei servizi di emergenza o nelle strutture che non possono fermarsi.
E ci saranno anche operatori che, finalmente, saranno in ferie e potranno trascorrere il Ferragosto con la propria famiglia.
Perché anche chi cura gli altri ha diritto a riposare.
Un grazie che non dovrebbe essere soltanto di Ferragosto.
Forse sarebbe bello che il 15 agosto, mentre milioni di italiani saranno al mare o intorno a una tavola imbandita, qualcuno pensasse anche a chi sarà dall’altra parte della porta di un ospedale.
A quell’Infermiere che risponderà al campanello.
All’OSS che aiuterà un anziano a mangiare.
Al professionista sanitario che continuerà a svolgere il proprio lavoro.
Al personale che accompagnerà un paziente durante una giornata che, per lui, non sarà affatto una festa.
Buon Ferragosto a chi sarà in ferie.
Ma soprattutto buon Ferragosto a chi sarà al lavoro per garantire che la sanità non si fermi.
Perché mentre tutti festeggiano, qualcuno deve continuare a prendersi cura di noi.
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