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18 Gen 2026, Dom

La “crisi” di Infermieristica: meno candidati che posti disponibili.

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L’articolo evidenzia una tendenza inedita e preoccupante nel panorama della formazione sanitaria italiana: per la prima volta nella storia dell’accesso programmato, il corso di laurea in Infermieristica registra un rapporto tra domande di ammissione e posti disponibili inferiore a 1. Questo segnale una crisi vocazionale che si scontra con l’enorme fabbisogno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Infermieristica: il caso più emblematico.

Mentre professioni come Fisioterapia, Logopedia e Osteopatia mantengono un alto livello di competizione, Infermieristica vede un netto calo di attrattività:

  • Rapporto Domande/Posti: nell’ultima tornata di selezioni (2025), il rapporto è sceso a 0,9, indicando che in diverse sedi i posti offerti dalle università sono superiori al numero di candidati. Due anni prima, tale rapporto era pari a 1,2.
  • Contrasto con il Fabbisogno: questo disinteresse si verifica proprio quando il sistema ne avrebbe più bisogno. A fronte di un fabbisogno regionale di oltre 26.000 infermieri, i posti effettivi a bando si fermano poco sopra quota 20.000. Il gap è di oltre 5.800 unità (-22,4% di scostamento).
  • Ruolo nel Sistema: nonostante ciò, Infermieristica resta il corso con la maggiore capillarità e offerta (oltre 20.400 posti disponibili in 237 sedi).

La crisi vocazionale è strutturale.

Il calo di interesse per Infermieristica non è un caso isolato, ma si inserisce in una più ampia crisi vocazionale del settore sanitario:

  • Tendenza Generale: il rapporto nazionale globale domande/posto per tutte le Professioni Sanitarie è in costante diminuzione da tre anni, passando da 1,9 (2023) a 1,7 (2025).
  • Contesto Istituzionale: le università stanno ampliando l’offerta formativa (+3,6% di posti in un anno), ma la domanda studentesca rimane stabile o in calo.

Divari regionali e competitività.

La pressione selettiva varia notevolmente a livello geografico:

Macro-AreaRapporto Domande/PostoScenario
Nord1,7In linea con la media nazionale. Settore descritto come “in salute”.
Centro1,5Il più basso, segnalando una capacità formativa più proporzionata alla richiesta.
Sud2,2La pressione sulla selezione è nettamente più alta (oltre due candidati per posto).

I corsi più e meno selettivi.

La selettività resta estremamente disomogenea:

  • Corsi ad Alta Selettività: fisioterapia si conferma al primo posto (oltre sei candidati per posto), seguita da Logopedia, Ostetricia, Dietistica e Tecniche di Radiologia (tutte sopra i due concorrenti per posto).
  • Corsi con Scarsa Attrattiva: nel 2025/26, per un numero crescente di professioni, il rapporto è pari o inferiore a 1, indicando che i posti superano o eguagliano i candidati. Oltre a Infermieristica, vi rientrano Ortottista, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Tecnico ortopedico, Tecnico audiometrista, Educatore professionale e Assistente sanitario.

Nonostante la crisi di iscrizioni, l’occupabilità resta alta.

È cruciale notare che la perdita di attrattività non è dovuta a una mancanza di sbocchi lavorativi. I dati di Almalaurea confermano che le Professioni Sanitarie restano un investimento solido in termini occupazionali:

  • Tasso di Occupazione: Raggiunge l’84,8% a un anno dal conseguimento del titolo, il valore più alto tra le 16 aree disciplinari italiane.
  • Retribuzione: La retribuzione netta media a un anno dalla laurea si attesta a 1.664 euro mensili, superiore alla media nazionale delle altre aree universitarie.

La crisi è quindi un “riflesso di una perdita di attrattività generale” che incrocia fattori diversi come il carico di responsabilità, le condizioni di lavoro e le retribuzioni, piuttosto che una crisi di opportunità professionali.

Il divario strutturale complessivo.

Nel complesso, il sistema formativo fatica a rispondere al bisogno reale del SSN. Per il 2025/26, l’Accordo Stato-Regioni stima un fabbisogno complessivo di 43.738 professionisti, ma le università riescono a offrire solo 36.873 posti.

  • Divario Totale: oltre 6.800 unità, pari a uno scostamento del -15,7% tra la richiesta del SSN e l’offerta universitaria.

Mentre profili essenziali come Infermieristica sono sottodimensionati, altre professioni (Dietisti, Fisioterapisti, ecc.) registrano una sovra-offerta rispetto alle esigenze reali del territorio, con un eccesso di domande che arriva fino al +57%.

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