La carenza cronica di personale infermieristico che attraversa il Paese continua a trovare risposte concrete nella cooperazione e nella progettualità sociale. Sta infatti prendendo forma sul campo il programma Samaritanus Care, l’alleanza strategica promossa da Uneba, Aris e dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Un’iniziativa nata con un obiettivo chiaro: agevolare l’ingresso regolare, la formazione e l’inserimento qualificato di infermieri professionali laureati all’estero all’interno delle strutture sanitarie e sociosanitarie associate.
Dopo mesi di lavoro dedicati a definire e consolidare i canali istituzionali per l’ingresso in Italia e le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti fuori dai confini nazionali, la fase operativa è ufficialmente iniziata. Da metà settembre il progetto ha visto l’arrivo nel nostro Paese dei primi professionisti sanitari provenienti dal Camerun.
L’accoglienza in Lombardia e l’investimento sulla lingua
I primi infermieri arrivati in Italia nelle scorse settimane sono stati accolti da Uneba Lombardia, in particolare presso la Fondazione Restelli, un ente associato che ha scelto di aderire con convinzione all’iniziativa di Samaritanus Care. I professionisti camerunensi saranno inseriti nei servizi dedicati all’assistenza agli anziani, andando a rafforzare un settore particolarmente provato dalla scarsità di organico.
Prima di assumere pienamente le proprie funzioni a contatto diretto con gli ospiti, i professionisti stanno completando un percorso di inserimento mirato, che include un corso intensivo di lingua italiana. Un passaggio fondamentale e imprescindibile, fortemente voluto dal progetto, non solo per rispettare i requisiti normativi, ma per garantire una comunicazione efficace, empatica e sicura sia con l’equipe di lavoro sia, soprattutto, con le persone assistite e le loro famiglie.
Un modello virtuoso di integrazione e solidarietà
Samaritanus Care dimostra come sia possibile coniugare le reali necessità di tutele assistenziali delle strutture socio-sanitarie italiane con percorsi di migrazione regolare, sicura e tutelata. L’alleanza tra il mondo del non profit sociosanitario (Uneba e Aris) e la Pastorale della Salute della CEI offre una garanzia di qualità etica e professionale, ponendo al centro la dignità della persona, sia essa il paziente accolto nelle RSA o il professionista sanitario che sceglie di costruire il proprio futuro professionale in Italia.
L’arrivo dei primi infermieri dal Camerun rappresenta dunque un importante banco di prova e, al tempo stesso, un segnale di speranza per il welfare italiano, che guarda alla collaborazione internazionale come a una risorsa preziosa per affrontare le sfide del futuro.
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