Rafforzare la rete trasfusionale nazionale, promuovere la cultura della donazione volontaria e periodica di sangue e plasma e valorizzare il ruolo degli infermieri nei percorsi assistenziali. Sono questi gli obiettivi chiave del protocollo d’intesa biennale siglato dalla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) e dal Centro Nazionale Sangue (CNS), un’alleanza strategica nata per migliorare la sicurezza dei donatori e l’assistenza ai pazienti che necessitano di terapie con emocomponenti o plasmaderivati.
Obiettivi dell’accordo: modelli organizzativi, formazione e ricerca.
L’intesa punta in modo particolare a valorizzare le competenze specialistiche degli infermieri attraverso l’adozione di nuovi modelli organizzativi basati sul task sharing (la condivisione delle responsabilità operative) e sul task shifting (la redistribuzione di determinate attività). Lo scopo è ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie, incrementare l’efficienza del percorso trasfusionale e favorire l’integrazione multidisciplinare, garantendo sempre elevati standard di qualità e sicurezza.
Tra le principali iniziative previste dal protocollo figurano:
- L’istituzione di un tavolo di lavoro nazionale permanente per monitorare e gestire i progetti congiunti.
- Campagne di informazione e sensibilizzazione per i cittadini sull’importanza della donazione periodica (con un focus particolare sul plasma) e sulla promozione di stili di vita sani.
- Eventi formativi dedicati alla crescita professionale.
- Attività di studio e ricerca incentrate sull’appropriatezza dell’uso del sangue e sulla sicurezza delle procedure.
Le voci istituzionali: Mangiacavalli e Teofili.
Soddisfazione per la firma del protocollo è stata espressa dai vertici dei due enti. “Crediamo molto nella collaborazione istituzionale con il Centro Nazionale Sangue”, dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI. “L’obiettivo è promuovere una capillare cultura della donazione e, insieme, riconoscere e valorizzare le competenze infermieristiche all’interno del sistema trasfusionale. Solo studiando nuovi modelli organizzativi sarà possibile ottimizzare il lavoro dei professionisti e garantire standard elevati di assistenza e sicurezza per donatori e persone assistite”.
Un concetto ribadito anche da Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue, che sottolinea l’importanza cruciale della formazione e dell’emovigilanza: “La preparazione e la motivazione dei nostri infermieri sono fondamentali per il benessere dei donatori e la sicurezza di chi riceve sangue e plasma. La formazione può estendersi all’acquisizione di competenze avanzate in Medicina Trasfusionale, essenziali non solo nella raccolta degli emocomponenti, ma anche nell’ambito dell’emovigilanza, dove l’approccio multidisciplinare è indispensabile per garantire a 360 gradi la sicurezza e l’appropriatezza delle terapie”.
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