ROMA – Il negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027 entra in una fase sempre più delicata. Dopo l’incontro del 22 luglio all’ARAN, la FIALS riconosce alcuni importanti passi avanti nella nuova bozza contrattuale, ma ribadisce che senza maggiori risorse economiche e senza interventi strutturali sui diritti dei lavoratori il nuovo contratto rischia di non rispondere alle aspettative di infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, amministrativi e di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale.

Il sindacato evidenzia come il confronto stia finalmente producendo risultati concreti grazie al dialogo con l’ARAN, ma sottolinea che restano aperte questioni decisive per il futuro della sanità pubblica italiana.
Le prime aperture: ferie, equità e valorizzazione professionale.
Tra gli aspetti maggiormente apprezzati dalla FIALS figura il recepimento di alcune proposte avanzate fin dalle prime fasi della trattativa.
La nuova bozza contrattuale prevede infatti il riconoscimento delle indennità durante i periodi di ferie, eliminando una disparità che penalizzava molti lavoratori, e introduce l’equiparazione dei giorni di ferie per il personale neoassunto, che potrà beneficiare degli stessi diritti dei colleghi con maggiore anzianità di servizio.
Secondo la FIALS si tratta di interventi che rafforzano il principio di equità e contribuiscono a rendere il contratto più moderno.
Un altro risultato considerato significativo riguarda l’accesso all’Area di Elevata Qualificazione, che potrà essere riconosciuto ai professionisti in possesso di laurea magistrale e di almeno quattro anni di esperienza professionale. Una scelta che, secondo il sindacato, valorizza finalmente il percorso formativo avanzato e le competenze maturate sul campo.
Incarichi, DEP e progressioni: serve una revisione più coraggiosa.
La FIALS valuta positivamente anche la previsione che destina il 50% delle risorse dei DEP tornate disponibili dopo i pensionamenti agli incarichi professionali.
Tuttavia il sindacato ritiene che tali risorse dovrebbero essere utilizzate prioritariamente per incrementare il valore dell’incarico di base, accessibile a tutto il personale dell’Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari, poiché rappresenta un riconoscimento economico stabile destinato ad accompagnare il lavoratore fino alla pensione.
Restano invece perplessità sull’impianto complessivo dell’istituto dei DEP, che la FIALS chiede di semplificare prevedendo esclusivamente il limite economico delle risorse disponibili.
Maggiori responsabilità senza perdere diritti.
Uno dei punti sui quali il sindacato continua a mantenere una posizione molto ferma riguarda gli incarichi di funzione.
Per la FIALS assumere maggiori responsabilità organizzative o professionali non può tradursi in una riduzione dei diritti già acquisiti.
Per questo motivo viene chiesto il mantenimento del diritto ai riposi compensativi a giornata anche per il personale titolare di incarichi e viene ribadita la contrarietà all’obbligo di effettuare turni di pronta disponibilità.
La valorizzazione delle competenze, sottolinea il sindacato, deve significare riconoscimento professionale ed economico e non un aggravio delle condizioni di lavoro.
Indennità: il nodo resta irrisolto
Tra gli aspetti più critici della bozza contrattuale vi è il sistema delle indennità.
Secondo la FIALS il rinnovo del contratto non introduce quella revisione organica attesa da anni.
Restano infatti sostanzialmente immutati gli importi relativi alle:
- indennità di turno;
- lavoro notturno;
- lavoro festivo;
- pronta disponibilità.
Particolare preoccupazione viene espressa per la revisione delle indennità destinate all’area dell’emergenza-urgenza, che potrebbe determinare nuove disparità economiche tra professionisti impegnati negli stessi contesti assistenziali.
Il sindacato ribadisce inoltre che nessun diritto già acquisito dovrebbe essere ridimensionato.
Valorizzare tutti coloro che operano nelle aree ad alta intensità assistenziale.
Per la FIALS la valorizzazione economica dovrebbe estendersi a tutto il personale che opera quotidianamente nei Pronto Soccorso, indipendentemente dal profilo professionale.
La richiesta riguarda anche altre realtà particolarmente impegnative dal punto di vista assistenziale, tra cui:
- salute mentale;
- medicina iperbarica;
- oncologia;
- unità dedicate alla preparazione dei farmaci antiblastici.
L’obiettivo è riconoscere concretamente il livello di responsabilità e di complessità richiesto a questi professionisti.
Più attenzione anche al personale amministrativo.
Il sindacato accoglie favorevolmente anche la proposta di valorizzazione del personale della PTA (Professionale, Tecnico e Amministrativo).
Secondo la FIALS, però, questo riconoscimento dovrà essere accompagnato da un adeguato finanziamento nazionale e da una precisa volontà politica affinché gli amministrativi della sanità possano ottenere un trattamento analogo a quello del personale amministrativo degli altri comparti dello Stato.
Mensa: un diritto ancora negato.
Uno dei temi sui quali la FIALS insiste con maggiore determinazione è quello del diritto alla mensa.
Secondo il sindacato migliaia di lavoratori continuano ancora oggi a non poter usufruire di un servizio che in molti altri comparti pubblici rappresenta ormai un diritto consolidato.
Una situazione che, oltre a creare disuguaglianze tra i dipendenti, alimenta un crescente numero di contenziosi giudiziari che spesso si concludono con sentenze favorevoli ai lavoratori e con costi aggiuntivi per le aziende sanitarie.
Per questo motivo la FIALS chiede che il nuovo contratto introduca una disciplina nazionale uniforme capace di garantire definitivamente questo diritto.
Welfare, conciliazione e diritto allo studio.
Tra le questioni ancora aperte figurano anche il welfare contrattuale e le misure dedicate alla conciliazione tra vita privata e lavoro.
La FIALS ricorda di aver posto questi temi al centro della trattativa sin dall’inizio del negoziato, evidenziando la necessità di costruire strumenti realmente efficaci per migliorare il benessere organizzativo.
Il sindacato propone inoltre:
- un ampliamento del diritto allo studio;
- l’estensione della platea dei beneficiari;
- il pieno riconoscimento delle attività di tirocinio;
- una maggiore tutela delle persone con disabilità e del rispetto delle quote d’obbligo.
Autista Soccorritore e ricerca: due capitoli ancora incompleti.
Sul fronte dell’ordinamento professionale prosegue il confronto sull’aggiornamento dei profili.
La FIALS richiama però ancora una volta la necessità di completare il percorso di istituzione della figura dell’Autista Soccorritore, attraverso l’approvazione del decreto da parte delle Regioni, così da garantire un riconoscimento normativo definitivo a una professionalità ormai indispensabile nell’emergenza territoriale.
Altro punto ritenuto non più rinviabile riguarda il personale della ricerca.
Secondo il sindacato il contratto della ricerca deve diventare parte integrante del CCNL Sanità e non essere trattato come un semplice allegato o rinviato alla successiva stagione contrattuale.
Il vero nodo resta quello delle risorse.
Nonostante i segnali di apertura emersi durante il confronto, la FIALS ritiene che il principale limite del negoziato continui a essere rappresentato dalle risorse economiche disponibili.
Per il sindacato il nuovo contratto non può limitarsi a correggere alcune disparità, ma deve diventare uno strumento capace di rendere il Servizio sanitario nazionale più attrattivo, migliorando le condizioni di lavoro, valorizzando le competenze e riconoscendo economicamente il ruolo dei professionisti della sanità.
Senza investimenti aggiuntivi, sostiene la FIALS, sarà difficile invertire la crescente fuga di personale dal sistema pubblico e rendere nuovamente competitiva la sanità italiana.
Prossimo appuntamento il 29 luglio.
Il confronto tra ARAN e Organizzazioni sindacali proseguirà mercoledì 29 luglio alle ore 11, quando le parti torneranno al tavolo negoziale per cercare di ridurre le distanze ancora esistenti.
La trattativa entra dunque in una fase decisiva. Da un lato emergono aperture significative su diversi aspetti dell’ordinamento professionale; dall’altro restano irrisolti i temi economici, il sistema delle indennità, il diritto alla mensa, il welfare e la valorizzazione delle professioni sanitarie.
Saranno proprio questi elementi a determinare se il nuovo CCNL Sanità 2025-2027 riuscirà davvero a rappresentare una svolta per i lavoratori del Servizio sanitario nazionale oppure si limiterà a un aggiornamento parziale di un sistema che continua a chiedere risposte sempre più incisive.
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