Nuova, grave aggressione all’interno della Casa Circondariale di Foggia. Un’infermiera in servizio nel carcere è stata brutalmente colpita da un detenuto che, dopo aver divelto il manico di una scopa, lo ha utilizzato per percuoterla ripetutamente.
Il salvataggio e i soccorsi.
L’episodio, reso noto attraverso una nota stampa dal gruppo Infermieri di Capitanata, avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche se non fosse stato per il tempestivo intervento di altri detenuti, che hanno bloccato l’aggressore.
La professionista, scossa e dolorante, è stata subito soccorsa dai colleghi nella medicheria dell’istituto. Il medico di turno ne ha disposto il trasferimento al Pronto Soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia, dove i medici le hanno diagnosticato diversi traumi giudicati guaribili in sette giorni.
Una situazione al limite: “Lavoriamo nella paura”.
L’episodio riaccende i riflettori sulla drammatica e cronica situazione di insicurezza in cui opera il personale sanitario nella struttura foggiana, teatro frequente di episodi di violenza sia verbale che fisica.
Già in passato gli operatori avevano inviato diverse comunicazioni formali alla Direzione aziendale e al Coordinamento infermieristico per chiedere interventi urgenti di tutela, lamentando anche gravi criticità organizzative — come la recente assenza del medico di turno in un giorno festivo — senza tuttavia ricevere risposte concrete.
L’appello alle istituzioni.
Di fronte al ripetersi di questi episodi, la categoria alza la voce chiedendo risposte immediate, un incremento del personale, protocolli di prevenzione efficaci e un rafforzamento dei presidi di sicurezza:
“Non possiamo continuare a lavorare con la paura di non tornare a casa. Ogni segnalazione rimasta inascoltata aumenta il rischio che episodi come questo possano trasformarsi in tragedie. È necessario intervenire subito per tutelare chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute anche negli istituti penitenziari”.
Si auspica adesso che le autorità competenti avviino tutti gli accertamenti del caso e adottino con tempestività misure concrete per salvaguardare l’incolumità di chi opera quotidianamente in prima linea nelle carceri.
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