ASCOLI PICENO – Un pomeriggio di ordinaria assistenza si è trasformato in un incubo al pronto soccorso di Ascoli. Un’aggressione improvvisa e violenta ha coinvolto tre operatori sanitari: due infermiere e un operatore socio-sanitario (OSS), colpiti dalla furia di una paziente durante le normali procedure di cura.
La dinamica: pugni alla testa e perdita di sensi
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 29 dicembre 2025. Secondo le prime ricostruzioni, la situazione è precipitata mentre le infermiere stavano tentando di applicare una flebo alla donna, che soffrirebbe di problemi psichiatrici.
La paziente ha reagito con una forza inaspettata, colpendo una delle professioniste con due violenti pugni alla testa. L’impatto è stato tale da far perdere momentaneamente i sensi all’infermiera. La gravità del trauma ha spinto i medici a sottoporre immediatamente la collega a una TAC per escludere lesioni interne o emorragie. Anche l’altra infermiera e l’OSS intervenuti hanno riportato contusioni nel tentativo di contenere l’aggressora.
L’intervento delle forze dell’ordine
Sul posto sono intervenute tempestivamente le forze dell’ordine per riportare la calma e raccogliere le testimonianze dei presenti. La direzione sanitaria dell’AST di Ascoli si è riunita d’urgenza per valutare l’accaduto e fornire il supporto necessario ai dipendenti coinvolti.
Un problema sistemico: i precedenti ad Ascoli
Non è la prima volta che il “Mazzoni” balza agli onori della cronaca per episodi simili. Solo nel febbraio scorso, un detenuto aveva aggredito due agenti di polizia penitenziaria dopo una lunga attesa.
Ancora più significativo è il precedente del 2017, quando un’infermiera del pronto soccorso ascolano ottenne un risarcimento di 22.000 euro dalla Corte d’Appello di Ancona. Quella sentenza fece giurisprudenza in Italia, riconoscendo la responsabilità dell’azienda sanitaria nella mancata tutela della sicurezza del lavoratore.
”L’infermiere non è un bersaglio”
Le aggressioni al personale sanitario, in particolare a chi opera in prima linea come al triage, rimangono una piaga del Servizio Sanitario Nazionale. Come sottolineato spesso dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI):
“L’infermiere è un professionista alleato del cittadino, non un capro espiatorio su cui riversare rabbia e frustrazioni per le inefficienze del sistema.”
Nonostante l’inasprimento delle pene previsto dal codice penale e l’istituzione di osservatori per monitorare il fenomeno, la sicurezza negli ospedali resta un tema critico che richiede interventi strutturali immediati.
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