Una recente sentenza della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 25525 del 17 settembre 2025, ha definitivamente riconosciuto il diritto degli infermieri e del personale sanitario turnista al buono pasto o al servizio mensa, anche quando queste prestazioni non siano attive o accessibili durante i turni.
La vicenda e il verdetto
Il caso riguarda un gruppo di infermieri dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina che, esclusi dal servizio mensa in base ad un regolamento interno che ne limitava l’accesso al personale non turnista, hanno avviato un contenzioso legale. Dopo sentenze favorevoli in primo grado e in appello, la Cassazione ha confermato che il diritto al buono pasto nasce ogni volta che il lavoratore svolga turni di lavoro superiori alle 6 ore, indipendentemente dalla natura del turno o dai regolamenti aziendali.
Le conseguenze per i lavoratori
La sentenza impone il rimborso delle somme dovute ai lavoratori con una retroattività fino a 10 anni, somma che per ciascun dipendente può arrivare fino a 8.000 euro. Il segretario generale della UIL FPL Marco Bognin ha annunciato che il sindacato ha già attivato un servizio dedicato al recupero di questi importi per il personale turnista delle aziende AOUI e ULSS 9 di Verona.
Le critiche al contratto nazionale e alle aziende sanitarie
Bognin critica duramente la mancata inclusione di questo diritto nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) 2022-2024, definito innovativo ma deludente. La UIL FPL non ha sottoscritto il contratto proprio per questa e altre mancanze. Secondo il sindacato, le aziende sanitarie veronesi, pur all’avanguardia, rischiano di alimentare la fuga dei professionisti sfruttandoli e ignorandone il benessere, aggravando anche problemi come la carenza di parcheggi.
Il rischio per il futuro della professione
Bognin sottolinea che la mancanza di tutele contribuisce alla disaffezione verso la formazione e la professione infermieristica, citando i dati del Veneto, dove su oltre 2.100 posti nei corsi di laurea in infermieristica solo circa 1.200 sono stati coperti dai giovani aspiranti.
La UIL FPL si presenta come un sindacato concreto, impegnato nella tutela reale dei diritti dei lavoratori sanitari, invitando tutto il personale a non sentirsi solo nella battaglia per il riconoscimento dei propri diritti.
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