
IL SINDACATO PRONTO A CHIEDERE UN DOSSIER AL MINISTERO DELL’INTERNO: OBIETTIVO E’ SAPERE QUALI OSPEDALI CON BACINI OLTRE I 100MILA ABITANTI HANNO UN PRESIDIO DI POLIZIA H24, FUNZIONANTE SETTE GIORNI SU SETTE.
NURSING UP INCHIODA LE AZIENDE: “L’ARTICOLO 2087 DEL CODICE CIVILE E IL D.LGS 81/08 VI IMPONGONO DI AGIRE. BASTA IMPUNITÀ”.
ROMA 15 APR 2026 – Il 2025 segna il punto di non ritorno per la sicurezza degli infermieri italiani. Secondo le analisi elaborate dal Nursing Up (incrociando i dati Cease-It degli ultimi due anni), le aggressioni registrano un incremento netto del 4%, con il trend confermato anche nei primi mesi del 2026 e una soglia che supera i 130.000 episodi. Un dato che il sindacato utilizza come prova per richiamare le Aziende Sanitarie alle proprie responsabilità legali.
La distanza tra denunce ufficiali e realtà resta il nodo centrale. I dati istituzionali ONSEPS e INAIL indicano circa 18.000 episodi annui, con gli infermieri colpiti nel 64% dei casi. Tuttavia lo studio CEASE-IT (Università di Genova e altri sette atenei) evidenzia che viene denunciato solo un episodio su otto, facendo emergere una massa reale superiore ai 130mila casi nel 2025 (quindi denunce più sommerso), oltre 5mila in più rispetto all’anno precedente.
Oltre l’80% riguarda violenze verbali, minacce e intimidazioni, che pur non sempre registrate nei flussi INAIL compromettono la tenuta psicologica degli operatori.
L’incremento del 4% si lega a fattori strutturali: sovraffollamento dei Pronto Soccorso (con aumenti fino al 15% del rischio di eventi avversi secondo Agenas e Ministero della Salute), sistemi di incident reporting che segnalano picchi di minacce gravi e una carenza organica che, insieme alla debolezza della sanità territoriale, espone gli infermieri in prima linea a una pressione crescente.
Nursing Up annuncia la richiesta di un DOSSIER ISPETTIVO AL MINISTERO DELL’INTERNO per verificare quali ospedali con bacini oltre i 100.000 abitanti dispongano di un presidio di polizia h24 attivo sette giorni su sette. La presenza delle Forze dell’Ordine, sottolinea il sindacato, deve diventare uno standard nelle strutture ad alto afflusso.
Il Presidente De Palma richiama con forza i riferimenti normativi: Articolo 2087 del Codice Civile, D.Lgs. 81/08 (art. 28) e Cassazione n. 14566/2017 impongono alle Aziende l’obbligo di protezione. Un DVR che non consideri i 130.000 episodi è da ritenersi incompleto, con possibili responsabilità dirette in caso di danno.
L’impatto clinico è significativo: oltre un infermiere su sei (17%) sviluppa sintomi da Stress Post-Traumatico (PTSD). Le indagini EFN confermano un’incidenza italiana superiore alla media europea.
“Non tollereremo più la normalizzazione della violenza”, conclude De Palma. “L’aggressione non è parte del lavoro ma un fallimento organizzativo. Chiediamo l’applicazione rigorosa delle norme esistenti e porteremo ogni omissione davanti ai giudici: la sicurezza di chi cura è un obbligo di legge, non un optional”.
Share this content:
