Procedure digitali, qualifiche professionali più facilmente riconoscibili e maggiore portabilità dei diritti sociali. È il cuore del nuovo “Fair Labour Mobility Package” presentato dalla Commissione europea il 15 settembre 2026. Per professioni come infermieri, medici, ingegneri e insegnanti, Bruxelles propone di ridurre i tempi per il riconoscimento transfrontaliero delle qualifiche da circa tre mesi a cinque settimane.
La mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione europea potrebbe diventare più semplice. La Commissione europea ha infatti adottato un nuovo pacchetto di misure dedicato alla mobilità equa del lavoro, con l’obiettivo di rendere più facilmente trasferibili non soltanto le competenze professionali, ma anche alcuni diritti previdenziali e sanitari.
Il pacchetto comprende una comunicazione sulla mobilità equa e cinque proposte legislative, tra cui un regolamento per un European Social Security Pass, nuove disposizioni sulle qualifiche digitali, il rafforzamento dell’European Labour Authority, modifiche alla disciplina sul riconoscimento delle qualifiche professionali e nuove regole per le qualifiche conseguite da cittadini di Paesi terzi.
Infermieri e professionisti sanitari: riconoscimento in cinque settimane
Uno degli aspetti che interessa maggiormente il mondo delle professioni sanitarie riguarda il riconoscimento delle qualifiche professionali.
La Commissione propone una procedura digitale obbligatoria per il riconoscimento transfrontaliero delle qualifiche nelle professioni regolamentate. Nell’elenco citato da Bruxelles figurano espressamente medici, infermieri, ingegneri e insegnanti.
Secondo la proposta, per queste procedure il tempo di riconoscimento potrebbe passare dagli attuali circa tre mesi a cinque settimane, con procedure più semplici, meno costose e maggiormente verificabili sul piano digitale.
Per un infermiere italiano interessato a lavorare in un altro Paese dell’Unione, il cambiamento prospettato potrebbe quindi riguardare concretamente le modalità e i tempi attraverso cui documentare e far riconoscere la propria qualificazione professionale.
Naturalmente, non si tratta ancora di una norma definitivamente applicabile: le proposte dovranno essere esaminate e adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di entrare pienamente in vigore.
Qualifiche professionali direttamente nel portafoglio digitale europeo
Un altro elemento centrale è la digitalizzazione.
La Commissione propone che le qualifiche possano essere rilasciate in un formato digitale standardizzato e rese disponibili all’interno dell’EU Digital Identity Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale.
Questo dovrebbe consentire ai lavoratori di presentare più facilmente i propri titoli e alle amministrazioni di verificarne autenticità e validità in maniera più rapida e sicura.
È inoltre previsto un nuovo strumento europeo per confrontare le qualifiche professionali dei diversi Stati membri, utilizzando le informazioni provenienti dalle banche dati nazionali.
L’obiettivo è mettere lavoratori e datori di lavoro nelle condizioni di comprendere più facilmente a cosa corrisponda una determinata qualifica conseguita in un altro Paese dell’Unione.
Più riconoscimento automatico per le professioni in carenza
Il pacchetto punta anche ad ampliare il ricorso ai common training frameworks, cioè quadri comuni di formazione che stabiliscono un insieme minimo di competenze e conoscenze richieste per determinate professioni regolamentate.
La Commissione intende utilizzare questo meccanismo anche per favorire l’estensione del riconoscimento automatico ad altre professioni, in particolare quelle caratterizzate da carenze di personale.
Il primo nuovo quadro comune è stato adottato per i fisioterapisti, professione che Bruxelles indica tra quelle maggiormente mobili all’interno dell’Unione europea. È prevista inoltre una lista preliminare di ulteriori professioni alle quali il sistema potrebbe essere esteso.
Anche le qualifiche ottenute fuori dall’Unione
Un capitolo particolarmente importante riguarda i professionisti che hanno conseguito la propria qualificazione al di fuori dell’UE.
La Commissione propone standard comuni per il riconoscimento delle qualifiche di cittadini europei e di professionisti provenienti da Paesi terzi che intendano lavorare nel mercato unico.
Secondo i dati riportati dalla Commissione, queste procedure richiedono oggi mediamente circa 14 mesi. L’obiettivo indicato dal nuovo quadro è portare il tempo a quattro mesi. Per sette professioni nelle quali esistono già standard formativi europei, Bruxelles propone inoltre il riconoscimento automatico delle qualifiche rilasciate da istituzioni accreditate extra-UE e sottoposte a specifici meccanismi europei di verifica della qualità.
La proposta, tuttavia, non elimina il ruolo degli Stati membri: la Commissione precisa che resterà agli Stati il controllo sull’accesso al proprio territorio e sugli standard necessari per esercitare una professione.
Arriva anche il “pass” europeo della sicurezza sociale
Il pacchetto non riguarda soltanto i titoli di studio e professionali.
La Commissione propone un European Social Security Pass, attraverso il quale i cittadini potranno richiedere e ricevere online documenti relativi alla sicurezza sociale.
Tra questi figurano la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) e il documento portatile A1, utilizzato per attestare la copertura previdenziale dei lavoratori distaccati temporaneamente in un altro Stato.
I documenti potranno essere conservati e presentati attraverso il portafoglio europeo di identità digitale, mentre le amministrazioni potranno verificarli digitalmente.
Un cambiamento importante per la mobilità europea
Il tema assume particolare rilievo considerando che nel 2024 circa 14 milioni di cittadini europei vivevano in uno Stato membro diverso da quello di cittadinanza, dei quali oltre 10 milioni erano in età lavorativa, secondo i dati citati dalla Commissione.
La logica del nuovo pacchetto è quindi quella di rendere maggiormente trasferibili competenze, qualifiche e diritti sociali, riducendo la quantità di documentazione cartacea e i tempi necessari per le verifiche.
Per le professioni sanitarie, e in particolare per gli infermieri, il tema è particolarmente significativo: la possibilità di trasferire più rapidamente una qualificazione professionale da uno Stato all’altro potrebbe incidere concretamente sulle opportunità di mobilità all’interno del mercato europeo.
Il percorso, però, è ancora legislativo. Le misure dovranno essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio e successivamente applicate secondo le diverse tempistiche previste dalle singole disposizioni. La Commissione indica, per alcune delle misure sulle qualifiche, un’attuazione progressiva nei prossimi anni.
**In altre parole: per un infermiere italiano che guarda alla mobilità europea, il futuro potrebbe essere più digitale, con meno burocrazia e tempi più brevi per far riconoscere la propria professionalità. Ma il passaggio decisivo sarà ora quello dell’iter legislativo europeo.**
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