Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono in diminuzione in Italia. È quanto emerge dalla quarta indagine nazionale HALT4, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito della sorveglianza europea dell’ECDC. Anche il consumo di antibiotici registra un calo rispetto alla precedente rilevazione, segnale di un miglioramento nell’organizzazione dell’assistenza e nelle strategie di prevenzione.
Il quadro, tuttavia, non è privo di criticità. La diffusione di batteri resistenti agli antibiotici e il limitato ricorso agli esami microbiologici dimostrano che la lotta all’antibiotico-resistenza resta una delle principali sfide per le strutture che assistono gli anziani più fragili.
HALT4: coinvolte 470 RSA e oltre 31 mila residenti.
L’indagine HALT4 rappresenta la quarta edizione italiana dello studio promosso dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) per monitorare la diffusione delle infezioni correlate all’assistenza, l’utilizzo degli antimicrobici e l’applicazione delle misure di prevenzione nelle strutture residenziali.
Nel 2024 hanno partecipato 470 RSA distribuite in 18 Regioni e Province autonome, per un totale di 31.670 residenti osservati, un campione significativamente superiore a quello richiesto a livello europeo.
Infezioni in diminuzione: prevalenza scesa al 2,6%.
Il giorno della rilevazione sono stati identificati 826 residenti con almeno un’infezione correlata all’assistenza, pari al 2,6% della popolazione esaminata.
Il dato segna un netto miglioramento rispetto alla precedente indagine HALT3 del 2016-2017, quando la prevalenza era del 3,9%. Sebbene lo studio non permetta di attribuire con certezza il risultato a specifici interventi, la riduzione lascia intravedere un progressivo consolidamento delle misure di prevenzione e controllo del rischio infettivo nelle RSA italiane.
Le infezioni più frequenti continuano a essere:
- infezioni delle vie urinarie (37,8%);
- infezioni respiratorie (33,3%);
- infezioni della cute e delle ferite (13,7%).
Si tratta di patologie strettamente legate alla fragilità della popolazione assistita e alla gestione quotidiana di dispositivi invasivi e lesioni croniche.
Meno antibiotici prescritti nelle strutture residenziali.
Anche il consumo di antimicrobici mostra un trend favorevole.
Durante la giornata della rilevazione, il 2,9% dei residenti era in terapia antibiotica, contro il 4,2% registrato nella precedente sorveglianza nazionale.
L’88,1% delle prescrizioni riguardava il trattamento di infezioni già in corso, mentre l’11,9% era destinato alla profilassi.
Le principali indicazioni terapeutiche sono risultate:
- infezioni respiratorie (37,3%);
- infezioni delle vie urinarie (34,2%);
- infezioni cutanee e delle ferite (10,9%).
Tra gli antibiotici maggiormente utilizzati figurano:
- penicilline associate a inibitori delle beta-lattamasi;
- cefalosporine di terza generazione;
- fluorochinoloni.
Antibiotico-resistenza: quasi un batterio su due è resistente.
Accanto ai segnali positivi, il rapporto richiama l’attenzione su un problema che continua a rappresentare una seria minaccia per la sicurezza delle cure.
Solo il 31,2% delle infezioni è stato sottoposto a indagini microbiologiche. Tra i 342 microrganismi isolati, il 46,2% è risultato resistente ad almeno una delle principali classi di antibiotici esaminate.
Tra i patogeni più frequentemente identificati figurano:
- Escherichia coli;
- Klebsiella pneumoniae;
- Proteus mirabilis;
- Enterococcus faecalis;
- Pseudomonas aeruginosa.
Il rapporto segnala inoltre livelli significativi di resistenza alle cefalosporine di terza generazione e la presenza di ceppi resistenti anche ai carbapenemi, antibiotici spesso considerati l’ultima risorsa terapeutica nelle infezioni più gravi.
Prevenzione sempre più diffusa nelle RSA.
L’indagine evidenzia anche un’ampia diffusione delle misure di Infection Prevention and Control (IPC).
Quasi tutte le strutture dispongono di protocolli per l’igiene delle mani (98,5%) e per la gestione dei cateteri urinari (96,4%). Sono inoltre molto diffuse le procedure dedicate ai cateteri venosi, alla nutrizione enterale e alla gestione dei microrganismi multiresistenti.
Anche la formazione degli operatori appare in crescita: nel 59,6% delle RSA è presente personale formato in Infection Prevention and Control e, in oltre la metà dei casi, questo ruolo è ricoperto da infermieri.
Il ruolo strategico degli infermieri.
I risultati della sorveglianza confermano, ancora una volta, quanto il contributo degli infermieri sia determinante nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
Dalla corretta gestione dei cateteri alla medicazione delle lesioni, dalla sorveglianza clinica dei residenti fino all’educazione degli operatori e all’applicazione delle procedure di sicurezza, l’assistenza infermieristica rappresenta uno dei principali strumenti per limitare il rischio infettivo nelle RSA.
L’efficacia delle strategie di prevenzione dipende infatti soprattutto dall’organizzazione assistenziale, dall’aderenza ai protocolli e dalla tempestiva individuazione dei primi segni di infezione.
Le criticità da superare.
Nonostante i progressi, restano ancora margini di miglioramento.
Solo il 44,6% delle RSA dispone di un programma strutturato di sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza e meno di un terzo delle strutture ha una commissione dedicata al controllo delle infezioni.
Anche il limitato ricorso agli esami microbiologici rappresenta un punto debole, perché riduce la possibilità di impostare terapie antibiotiche realmente mirate e contribuisce al rischio di selezionare batteri sempre più resistenti.
Una sfida ancora aperta.
La quarta indagine HALT restituisce un’immagine complessivamente positiva delle RSA italiane. La diminuzione delle infezioni correlate all’assistenza e il minor utilizzo di antibiotici testimoniano che le strategie di prevenzione stanno producendo risultati concreti.
La strada, però, è ancora lunga. Rafforzare la sorveglianza microbiologica, promuovere un uso sempre più appropriato degli antibiotici e investire nella formazione continua degli operatori saranno elementi fondamentali per consolidare i progressi raggiunti.
In questo percorso, gli infermieri continueranno a svolgere un ruolo centrale, contribuendo ogni giorno a garantire sicurezza, qualità delle cure e protezione delle persone più fragili ospitate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.
Bibliografia:
- European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Point Prevalence Survey of Healthcare-Associated Infections and Antimicrobial Use in European Long-Term Care Facilities (HALT-4). Stockholm: ECDC; 2025.
- Istituto Superiore di Sanità (ISS). Sorveglianza nazionale HALT-4 2024. Infezioni correlate all’assistenza e uso degli antimicrobici nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Roma: ISS; 2026.
- World Health Organization (WHO). Global Action Plan on Antimicrobial Resistance. Geneva: World Health Organization; 2015.
- World Health Organization (WHO). WHO Guidelines on Core Components of Infection Prevention and Control Programmes at the National and Acute Health Care Facility Level. Geneva: WHO; 2016.
- World Health Organization (WHO). Global Antimicrobial Resistance and Use Surveillance System (GLASS): Report 2025. Geneva: WHO; 2025.
- European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Healthcare-associated infections acquired in long-term care facilities. Annual Epidemiological Report. Stockholm: ECDC.
- Ministero della Salute. Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2022–2025. Roma: Ministero della Salute; 2022.
- Ministero della Salute. Piano Nazionale della Prevenzione 2020–2025. Roma: Ministero della Salute.
- World Health Organization (WHO). Guidelines on Hand Hygiene in Health Care. Geneva: WHO; 2009.
- European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Infection Prevention and Control and Preparedness for COVID-19 and Other Respiratory Infections in Long-Term Care Facilities. Stockholm: ECDC.
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Core Elements of Antibiotic Stewardship for Nursing Homes. Atlanta (USA): CDC.
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC). The Core Elements of Infection Prevention and Control for Nursing Homes. Atlanta (USA): CDC.
Riferimenti consigliati nel testo.
Se l’articolo è destinato a una rivista infermieristica o a un portale sanitario, puoi citare direttamente nel testo:
- (ISS, Sorveglianza HALT-4, 2026) per i dati italiani sulle RSA.
- (ECDC, HALT-4) per il confronto europeo.
- (Ministero della Salute, PNCAR 2022–2025) per le strategie nazionali contro l’antibiotico-resistenza.
- (WHO, GLASS 2025) per il contesto internazionale sull’antimicrobial resistance.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Sanitari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it
Partner di AssoCareNews.it:
- Avvisi e Concorsi OSS: LINK
- Canale telegram: LINK
- Ricerca lavoro OSS: LINK
- Coordinamento nazionale Oss: LINK
- OSS News: LINK
- Mobilità e cambi compensativi OSS: LINK
Share this content:
