La Regione Puglia compie un passo significativo verso una maggiore tutela della qualità dell’assistenza sanitaria, introducendo una procedura strutturata per la verifica delle competenze dei professionisti sanitari che hanno conseguito il titolo di studio all’estero. L’obiettivo è garantire standard elevati di sicurezza delle cure, maggiore trasparenza e una più efficace valorizzazione delle professioni sanitarie.
La novità è contenuta nella Determinazione Dirigenziale n. 121 dell’8 giugno 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) n. 50 del 25 giugno 2026, che definisce un percorso più rigoroso per l’accertamento delle competenze professionali di chi intende esercitare nel sistema sanitario pugliese con una qualifica ottenuta fuori dall’Italia.
Una procedura più rigorosa per tutelare pazienti e operatori.
Negli ultimi anni il ricorso a professionisti sanitari provenienti dall’estero è aumentato, anche a causa della cronica carenza di personale che interessa ospedali e servizi territoriali. La nuova disciplina regionale punta a coniugare la necessità di reperire nuove risorse con l’obbligo di garantire ai cittadini cure sicure e personale adeguatamente formato.
La procedura introdotta dalla Regione prevede verifiche più approfondite sulle competenze professionali, con criteri uniformi e trasparenti che consentano di accertare la reale preparazione degli operatori prima dell’inserimento nelle strutture sanitarie.
Il contributo degli OPI di Puglia.
Un ruolo importante nella definizione del provvedimento è stato svolto dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Puglia, coordinati da Saverio Andreula, componente del Comitato Centrale della FNOPI. Le proposte avanzate dagli Ordini sono state accolte dalla Regione, contribuendo alla costruzione di un modello orientato alla tutela sia dei cittadini sia dei professionisti.
Secondo gli OPI pugliesi, il nuovo sistema rappresenta un equilibrio tra l’esigenza di rispondere alla carenza di personale e quella di assicurare che ogni professionista possieda competenze coerenti con gli standard richiesti dal Servizio sanitario.
Cosa cambia concretamente.
La nuova procedura introduce diversi elementi di novità:
- verifiche più accurate delle competenze professionali;
- maggiore trasparenza nell’iter di riconoscimento delle qualifiche;
- più garanzie per i cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari;
- maggiore tutela per i professionisti che operano nel rispetto degli standard previsti;
- valorizzazione della professione infermieristica e delle altre professioni sanitarie.
L’obiettivo è rendere omogenee le procedure di controllo, evitando difformità nella valutazione dei titoli conseguiti all’estero.
Un modello che potrebbe essere seguito anche da altre Regioni.
L’iniziativa della Regione Puglia rappresenta una delle prime esperienze regionali strutturate dedicate alla verifica delle competenze dei professionisti sanitari con titoli esteri. Per questo motivo il provvedimento viene già indicato come un possibile modello organizzativo da prendere a riferimento anche in altre realtà italiane.
In un periodo caratterizzato dalla crescente mobilità internazionale dei professionisti della salute, disporre di procedure chiare, trasparenti e uniformi può contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario e a garantire elevati standard qualitativi dell’assistenza.
Riferimento normativo.
Il provvedimento è contenuto nella Determinazione Dirigenziale della Regione Puglia n. 121 dell’8 giugno 2026, pubblicata sul BURP n. 50 del 25 giugno 2026, che disciplina la procedura di verifica delle competenze dei professionisti sanitari con qualifiche conseguite all’estero.






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