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18 Gen 2026, Dom

Infermieri Stranieri: allarme FNOPI, migliaia senza tracciabilità e controlli efficaci.

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Su 461.000 infermieri in Italia, solo 45.443 sono stranieri regolarmente registrati, ma si stima che altri 15-20.000 operino al di fuori dei circuiti ufficiali. La crescente dipendenza da personale non adeguatamente formato e la fuga dei professionisti italiani minacciano la qualità dell’assistenza e la sicurezza del paziente.

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) lancia un grave allarme sullo stato del reclutamento del personale infermieristico straniero in Italia. Dopo recenti episodi di cronaca che hanno evidenziato criticità operative (come il caso del San Raffaele di Milano), emerge un quadro preoccupante di carenza di controlli e standard di qualità non uniformi.

  1. Il Nodo della Tracciabilità: Lavoratori “Fantasma”
    Secondo i dati FNOPI, gli infermieri stranieri regolarmente iscritti agli albi italiani sono 45.443 su un totale di 461 mila professionisti. I contingenti più numerosi provengono da Romania, Albania, India, Polonia e Perù.
    Tuttavia, il vero elemento di preoccupazione risiede nella stima che altri 15-20 mila operatori lavorino fuori dai circuiti ufficiali, spesso impiegati attraverso agenzie o cooperative. Questo personale non tracciato sfugge ai controlli di competenza e garanzia, esponendo i pazienti a un elevato rischio clinico.
    Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI, ha sottolineato come la crescente dipendenza da cooperative e agenzie stia minando la capacità del sistema sanitario di garantire standard uniformi di qualità.
  2. Le Barriere: Linguistiche, Formative e Organizzative
    Le criticità segnalate nelle strutture milanesi e in tutto il Paese sono molteplici e complesse:
  • Barriere Linguistiche e Culturali: Nonostante gli sforzi di Asl e agenzie di reclutamento per preparare il personale prima dell’arrivo, il livello linguistico resta spesso insufficiente, compromettendo la comunicazione interprofessionale e la sicurezza nelle somministrazioni.
  • Disparità Formative: I percorsi di studio e la qualità della formazione variano drasticamente tra i Paesi di provenienza. Mentre alcuni percorsi (come in India) sono considerati solidi ma ostacolati dalla lingua, altri (come in Romania) richiedono solo due anni di studio, creando un gap formativo che il sistema italiano deve colmare.
  1. La Riforma Bloccata: Albi Speciali Non Attuati
    L’unico strumento che FNOPI ritiene efficace per superare questa crisi di controllo è l’istituzione degli albi speciali per il personale straniero, previsti dal Decreto Bollette del febbraio 2025.
    Tuttavia, l’attuazione di questo strumento cruciale è bloccata dal mancato Accordo in Conferenza Stato-Regioni. Senza gli albi speciali, continua a valere il Decreto Cura Italia del 2020 (prorogato negli anni), che ha consentito l’assunzione rapida di iscritti agli albi locali senza procedure omogenee di verifica della formazione.
    L’assenza di un quadro normativo unico costringe il sistema a tamponare l’emergenza con misure temporanee, mentre la crisi del personale si acuisce a livello globale, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parla di vera e propria emergenza.
  2. La Fuga dei Cervelli e il Logoramento Interno
    A peggiorare il quadro contribuisce la crisi di attrattività della professione in Italia:
  • Migrazione all’Estero: Tra 2.000 e 3.000 giovani infermieri formati nelle università italiane richiedono ogni anno il certificato di good standing per lavorare all’estero, attratti da condizioni economiche e di carriera più favorevoli.
  • Dimissioni e Migrazione Interna: A ciò si aggiungono le dimissioni per logoramento e il fenomeno della migrazione interna, con i professionisti che si spostano verso Regioni o strutture che offrono stipendi e condizioni lavorative migliori.
    Secondo l’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), l’unica via per evitare una crisi ancora più grave non è solo l’importazione di personale, ma l’implementazione di politiche di attrattività, un forte riconoscimento professionale e lo sviluppo di percorsi di carriera strutturati per valorizzare chi resta e chi decide di venire in Italia.
    Vorrebbe analizzare in dettaglio le implicazioni legali e di sicurezza del paziente derivanti dall’applicazione del Decreto Cura Italia (2020) per l’assunzione di personale straniero?

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