La notizia della morte di Suleiman Fares Al Maaytah ha scosso la comunità di Roma e tutti coloro che avevano avuto il privilegio di conoscerlo. A soli trent’anni, Suleiman era un infermiere del 118, instancabile nel suo lavoro e carico di sogni che intendeva realizzare, tra cui quello di diventare clown di corsia per portare sorrisi ai bambini malati.
Originario della Giordania, Suleiman si era trasferito a Roma, dove aveva costruito una vita dedicata alla cura e al supporto degli altri. La sua presenza presso il Policlinico Umberto I era conosciuta e apprezzata: non solo per la sua professionalità e dedizione, ma anche per la sua capacità di portare colore e positività in situazioni difficili.
Suleiman era un simbolo di gentilezza e umanità. La sua ambizione di diventare clown di corsia sottolineava il suo profondo desiderio di alleviare la sofferenza degli altri, rendendo i momenti bui più brillanti con un sorriso. Il corso che aveva programmato per ottobre rappresentava la concretizzazione di un sogno che avrebbe arricchito non solo la sua vita, ma anche quella dei tanti bambini che avrebbe avuto l’opportunità di incontrare.
La tragica scoperta del suo corpo, avvenuta il 13 luglio in un appartamento a Parco Leonardo, ha lasciato una scossa profonda tra amici e colleghi. La polizia ha trovato la porta chiusa dall’interno e, purtroppo, senza segni di violenza; le prime indagini suggeriscono un malore improvviso. La comunità medica, unita nel lutto, ha perso un suo membro valore che si distingueva per la passione e l’umanità nel servizio.
Il ricordo di Suleiman vive nei cuori dei suoi colleghi, che esprimono la loro tristezza sui social media. Messaggi toccanti raccontano della sua dedizione, della sua voglia di aiutare anche nella maniera più leggera e affettuosa possibile. “Mi mancherai tanto, Sule. Troppo”, scrive un collega; un riconoscimento di quanto Suleiman avesse toccato le vite di chi lo circondava.
Le testimonianze parlano di un infermiere corretto e rispettoso, una persona che ha fatto della gentilezza una scelta quotidiana. Oggi, quella scelta si traduce in un vuoto incolmabile. Suleiman ci ricorda l’importanza di un gesto gentile, soprattutto nei momenti più sfidanti.
La vita di Suleiman Fares Al Maaytah, sebbene tragicamente corta, è un esempio luminoso di come l’amore e la dedizione possano realmente fare la differenza. Il suo sogno di portare gioia nei reparti pediatrici rimarrà un’ispirazione per tutti noi. In un mondo che a volte sembra carente di empatia, Suleiman è e sarà sempre un faro di luce e di speranza. La sua memoria continuerà a vivere tra coloro che credono nel potere curativo di un sorriso.
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