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5 Dic 2025, Ven

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti del 28 febbraio e 25 marzo 2025, il sistema sanitario italiano si prepara ad accogliere una nuova figura professionale di grande rilevanza: l’Assistente Infermiere. Questa figura si colloca tra l’Operatore Socio Sanitario (OSS) e l’infermiere e rappresenta una risposta concreta alla crescente domanda di cure assistenziali, dovuta all’invecchiamento della popolazione e alla carenza cronica di personale infermieristico.

Formazione e ruolo dell’Assistente Infermiere.

Il percorso formativo per diventare Assistente Infermiere è riservato a chi possiede già la qualifica di OSS con diploma di scuola secondaria superiore e almeno 24 mesi di esperienza lavorativa. In alternativa, gli OSS senza diploma possono accedere previo un modulo propedeutico di 100 ore, se vantano almeno 5 anni di esperienza negli ultimi 8. Il corso dura tra 6 e 12 mesi con un minimo di 500 ore, suddivise in 200 di teoria, 280 di tirocinio e 20 di esercitazioni pratiche e simulazioni. Alla conclusione è previsto un esame teorico-pratico che assegna un attestato valido a livello nazionale.

L’assoluta necessità di una cabina di regia nazionale.

Nonostante l’importanza di questa novità, emerge un problema strutturale: la mancanza di una regia unica a livello nazionale. Senza un coordinamento centrale che coinvolga Ministero, Regioni e parti sociali, il rischio è di replicare l’esperienza negativa degli OSS, i cui corsi sono stati attivati in modo scoordinato e con ritardi fino a 14 anni tra alcune regioni.

Una cabina di regia nazionale è fondamentale per:

  • Garantire uniformità e qualità nella formazione con standard condivisi e aggiornati
  • Coordinare i tempi di attivazione dei corsi evitando disparità territoriali
  • Assicurare un riconoscimento professionale omogeneo sul territorio italiano
  • Favorire una crescita professionale equilibrata e rispettosa delle competenze degli OSS e degli infermieri

Impatti e opportunità.

L’introduzione dell’Assistente Infermiere, con una formazione strutturata e un profilo riconosciuto, contribuirà a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, riducendo il carico di lavoro degli infermieri e valorizzando gli OSS esperti. Allo stesso tempo, richiede un cambiamento organizzativo e culturale importante, con formazione continua e collaborazione interprofessionale.

Situazione attuale e prospettive.

Al luglio 2025, diverse regioni italiane stanno iniziando a organizzare i corsi per Assistente Infermiere: Lombardia, Valle d’Aosta, Puglia, Sardegna, Veneto e Sicilia sono tra le prime ad avviare l’attivazione dei percorsi formativi. Tuttavia, molti corsi sono ancora in fase di preparazione o autorizzazione, sottolineando l’urgenza di un coordinamento nazionale efficace.

La nuova figura dell’Assistente Infermiere rappresenta una risposta strategica ai bisogni assistenziali contemporanei e alla carenza di personale in Italia. Ma senza una cabina di regia nazionale, rischia di diventare un elemento di diseguaglianza e disorganizzazione. È indispensabile che Governo, Regioni e parti sociali si mettano al tavolo per dare vita a un sistema formativo armonizzato, moderno e inclusivo, capace di valorizzare tutte le professionalità del settore sanitario in modo equo su tutto il territorio nazionale.

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