Condividi contenuto
Si chiude (per ora) lo scontro tra la Direzione di San Giovanni Rotondo e i lavoratori. Decisivo l’intervento della Regione Puglia con un finanziamento di 40 milioni di euro. Michele Emiliano chiude lo scontro, ma cosa deciderà di fare Antonio Decaro?
SAN GIOVANNI ROTONDO – Sospiro di sollievo per i migliaia di dipendenti dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Dopo settimane di tensioni e il rischio concreto di un declassamento contrattuale, l’incontro decisivo svoltosi ieri a Bari ha sancito la fine del “muro contro muro”. L’ipotesi di passare al contratto del settore privato è stata ufficialmente ritirata e, di conseguenza, lo sciopero proclamato per il 9 gennaio 2026 sarà sospeso.
La mediazione della Regione: sul piatto 40 milioni.
Il punto di svolta è arrivato grazie all’impegno diretto del governatore Michele Emiliano e del dipartimento Salute guidato da Vito Montanaro. La Regione Puglia (ma si dovrà attendere sempre la ratifica del neo-governatore pugliese Antonio Decaro) ha messo sul tavolo una cifra importante: circa 40 milioni di euro. Si tratta di fondi che l’ente regionale avrebbe comunque dovuto destinare alla struttura, ma l’anticipo e la garanzia di tali risorse hanno permesso al Direttore Generale del nosocomio, Gino Gumirato, di fare marcia indietro sul cambio di contratto per il personale.
“Abbiamo abbassato i toni,” ha dichiarato Emiliano a margine dell’incontro. “Il cambio del contratto non era la soluzione decisiva per i problemi economici dell’ospedale. Esistono strade diverse dal conflitto con i lavoratori e la Regione darà una mano per percorrerle.”
Sindacati pronti a revocare la mobilitazione.
Per i sindacati e le associazioni dei medici presenti al tavolo (tra cui i vertici della Task Force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli), si tratta di una vittoria fondamentale per la dignità professionale dei dipendenti.
Non appena l’accordo sarà formalmente verbalizzato, le sigle sindacali procederanno alla revoca dello sciopero del 9 gennaio. Resta comunque alta l’attenzione sul piano di risanamento complessivo dell’ospedale fondato da San Pio, che attraversa da tempo una delicata crisi finanziaria.
Cosa succede ora?
Il tavolo tecnico resterà aperto. Come sottolineato da Leo Caroli, la tregua contrattuale serve a creare un clima sereno per approfondire le criticità gestionali della Fondazione.
Il passaggio di oggi rappresenta un “passo avanti” cruciale, non solo per la stabilità lavorativa di medici e infermieri, ma anche per garantire la continuità dei servizi sanitari in uno dei poli d’eccellenza del Mezzogiorno, evitando che una vertenza sindacale paralizzasse l’assistenza ai pazienti proprio all’inizio del nuovo anno.

