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23 Gen 2026, Ven

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Si chiude (per ora) lo scontro tra la Direzione di San Giovanni Rotondo e i lavoratori. Decisivo l’intervento della Regione Puglia con un finanziamento di 40 milioni di euro. Michele Emiliano chiude lo scontro, ma cosa deciderà di fare Antonio Decaro?

SAN GIOVANNI ROTONDO – Sospiro di sollievo per i migliaia di dipendenti dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Dopo settimane di tensioni e il rischio concreto di un declassamento contrattuale, l’incontro decisivo svoltosi ieri a Bari ha sancito la fine del “muro contro muro”. L’ipotesi di passare al contratto del settore privato è stata ufficialmente ritirata e, di conseguenza, lo sciopero proclamato per il 9 gennaio 2026 sarà sospeso.

​La mediazione della Regione: sul piatto 40 milioni.

​Il punto di svolta è arrivato grazie all’impegno diretto del governatore Michele Emiliano e del dipartimento Salute guidato da Vito Montanaro. La Regione Puglia (ma si dovrà attendere sempre la ratifica del neo-governatore pugliese Antonio Decaro) ha messo sul tavolo una cifra importante: circa 40 milioni di euro. Si tratta di fondi che l’ente regionale avrebbe comunque dovuto destinare alla struttura, ma l’anticipo e la garanzia di tali risorse hanno permesso al Direttore Generale del nosocomio, Gino Gumirato, di fare marcia indietro sul cambio di contratto per il personale.

“Abbiamo abbassato i toni,” ha dichiarato Emiliano a margine dell’incontro. “Il cambio del contratto non era la soluzione decisiva per i problemi economici dell’ospedale. Esistono strade diverse dal conflitto con i lavoratori e la Regione darà una mano per percorrerle.”

​Sindacati pronti a revocare la mobilitazione.

​Per i sindacati e le associazioni dei medici presenti al tavolo (tra cui i vertici della Task Force regionale per l’occupazione guidata da Leo Caroli), si tratta di una vittoria fondamentale per la dignità professionale dei dipendenti.

​Non appena l’accordo sarà formalmente verbalizzato, le sigle sindacali procederanno alla revoca dello sciopero del 9 gennaio. Resta comunque alta l’attenzione sul piano di risanamento complessivo dell’ospedale fondato da San Pio, che attraversa da tempo una delicata crisi finanziaria.

​Cosa succede ora?

​Il tavolo tecnico resterà aperto. Come sottolineato da Leo Caroli, la tregua contrattuale serve a creare un clima sereno per approfondire le criticità gestionali della Fondazione.

​Il passaggio di oggi rappresenta un “passo avanti” cruciale, non solo per la stabilità lavorativa di medici e infermieri, ma anche per garantire la continuità dei servizi sanitari in uno dei poli d’eccellenza del Mezzogiorno, evitando che una vertenza sindacale paralizzasse l’assistenza ai pazienti proprio all’inizio del nuovo anno.

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