Una notte di pura follia e tensione nel centro foggiano: rissa, ambulanza bloccata e pistola puntata contro i soccorritori. Duro affondo del Movimento Infermieri di Capitanata.
APRICENA – Una notte di ordinario terrore si è trasformata nell’ennesimo, inaccettabile bollettino di violenza e inciviltà. È quanto avvenuto ad Apricena, teatro di una brutale rissa culminata in momenti di altissima tensione che hanno visto non solo l’uso di armi, ma anche il vile blocco dei mezzi di soccorso sanitario e minacce dirette con pistola contro il personale del 118.
La dinamica: dalla strada al blocco dei soccorsi.
Ciò che era iniziato come un violento scontro tra gruppi o individui – degenerato rapidamente per motivi ancora al vaglio degli inquirenti – ha ben presto assunto contorni surreali e drammatici quando sul posto si è resa necessaria la presenza delle ambulanze.
Secondo le prime e frammentarie ricostruzioni dei fatti, la situazione è precipitata quando i soccorritori del 118 sono intervenuti per prestare le prime cure ai feriti rimasti a terra. Invece di trovare un contesto gestibile o la minima collaborazione, gli equipaggi sanitari si sono trovati circondati dal clima ostile dei facinorosi. Non paghi della violenza cieca scatenata durante la rissa, alcuni dei soggetti coinvolti avrebbero letteralmente sbarrato la strada al mezzo di soccorso, impedendogli di muoversi, per poi arrivare a puntare un’arma da fuoco (una pistola) direttamente contro i soccorritori.
Momenti interminabili di paura pura, in cui gli operatori sanitari si sono ritrovati ostaggi di una furia incontrollata, impegnati non solo a salvare vite umane ma a difendere la propria incolumità fisica da una minaccia armata in piena regola.
L’allarme sicurezza e l’indignazione del territorio.
L’episodio riaccende drammaticamente i riflettori sulla sicurezza urbana e, in particolare, sulla drammatica vulnerabilità degli operatori sanitari e dell’emergenza-urgenza sul territorio di Capitanata e della provincia di Foggia.
Le aggressioni verbali e fisiche, i danneggiamenti alle ambulanze e i blocchi stradali da parte di branchi o singoli privi di qualsiasi rispetto per le regole della convivenza civile e per la vita umana non sono più tollerabili. La misura è colma e la risposta delle istituzioni deve essere ferma, rapida e inflessibile.
Sul posto, oltre ai sanitari scossi dall’accaduto, sono intervenute le forze dell’ordine per ristabilire l’ordine pubblico, raccogliere le testimonianze dei presenti e avviare i rilievi tecnici del caso. Gli inquirenti sono ora al lavoro per analizzare eventuali impianti di videosorveglianza della zona e identificare senza esitazione tutti i responsabili di questa pagina di violenza cieca.
La dura nota del Movimento Infermieri di Capitanata.

Sulla gravissima vicenda interviene con parole dure e cariche di preoccupazione Angelo Riky Del Vecchio, a nome del Movimento Infermieri di Capitanata:
“Non è possibile più assistere a questi episodi di violenza. Medici, infermieri e soccorritori hanno bisogno di lavorare in sicurezza. Chi di dovere deve adoperarsi in tal senso, soprattutto perché anche per queste motivazioni il personale sanitario continua ad andar via dall’emergenza urgenza per non farci più ritorno.”
Un monito inequivocabile che fotografa una fuga in avanti dettata dallo sfinimento e dalla paura, un’emorragia di professionisti che rischia di compromettere definitivamente la tenuta del sistema di soccorso e dell’emergenza sul territorio. La comunità di Apricena e l’intero comprensorio si stringono attorno agli operatori coinvolti, invocando tutele reali e immediate.

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