La giovane apparteneva alla Croce Rossa Italiana e partecipava alla missione internazionale EUFOR Althea. Nell’incidente, avvenuto durante un’esercitazione nel distretto di Brčko, hanno perso la vita anche due militari dell’Esercito e un ufficiale medico della Croce Rossa. Undici i feriti. Indagini in corso sulle cause dello schianto.
Una tragedia che colpisce profondamente l’Italia e, in modo particolare, la comunità pugliese. Un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito Italiano è precipitato nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre 2026 nel distretto di Brčko, in Bosnia-Erzegovina, durante un’attività addestrativa legata alla missione internazionale EUFOR Althea. Il drammatico bilancio è di quattro militari italiani deceduti e undici feriti.
Tra le vittime c’è anche Laura Procacci, 24 anni, originaria di Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani. La giovane era in servizio con la Croce Rossa Italiana, dove aveva il grado di sergente. Una notizia che ha rapidamente raggiunto la Puglia, lasciando sgomenta una comunità che oggi piange una ragazza giovanissima, impegnata in una missione internazionale al servizio della sicurezza e dell’assistenza.
Con lei hanno perso la vita il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, appartenenti all’Esercito Italiano, e il tenente medico Franco Adriano Zecchillo, anch’egli in servizio con la Croce Rossa.
Lo schianto durante un’esercitazione: a bordo 15 militari italiani.
Secondo le prime ricostruzioni, a bordo dell’elicottero si trovavano 15 militari impegnati nelle attività della missione EUFOR Althea. Il velivolo, un CH-47 Chinook caratterizzato dalla presenza di due rotori, avrebbe improvvisamente perso il controllo mentre volava a bassa quota, iniziando una rapida discesa a spirale prima di schiantarsi al suolo.
L’incidente si è verificato in una zona rurale del distretto di Brčko, nei pressi del villaggio di Gorica, non lontano dal confine orientale con la Croazia.
Le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la protezione civile, il personale sanitario locale e i militari della missione internazionale. Particolarmente difficili le operazioni di estrazione delle vittime dalle lamiere dell’aeromobile, completamente distrutto nell’impatto.
Gli undici feriti sono stati soccorsi e assistiti. Secondo le informazioni diffuse nelle prime ore successive all’incidente, nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita. Il Ministero della Difesa ha inoltre disposto l’invio di un’équipe medica per garantire ulteriore assistenza al personale coinvolto.
Chi era Laura Procacci, la giovane infermiera di Andria.
La morte di Laura Procacci rappresenta una perdita dolorosa per la comunità pugliese. Aveva appena 24 anni e prestava servizio nella Croce Rossa Italiana con il grado di sergente.
La sua presenza in Bosnia era legata a un’attività internazionale nella quale operano militari e personale specializzato di diversi Paesi, impegnati a sostenere la stabilità e la sicurezza dell’area balcanica.
La giovane andriese ha perso la vita mentre svolgeva il proprio servizio, lontano da casa, nell’ambito di un’attività addestrativa. Una tragedia che richiama l’attenzione sul lavoro spesso poco conosciuto di donne e uomini che operano nelle missioni internazionali, affrontando responsabilità e rischi anche in contesti apparentemente lontani dai teatri di guerra.
La sua scomparsa colpisce anche il mondo sanitario e del soccorso, nel quale la Croce Rossa rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’assistenza umanitaria e l’intervento nelle emergenze.
Le indagini sulle cause: tra le ipotesi anche l’urto con cavi elettrici.
Restano ancora da chiarire le cause dell’incidente. Il Ministero della Difesa ha comunicato che sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Secondo le prime informazioni, al momento dello schianto non si sarebbero registrate condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Le immagini circolate nelle ore successive mostrerebbero infatti un cielo sostanzialmente sereno.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche quella di un possibile impatto con cavi dell’alta tensione. Si tratta, tuttavia, di una possibilità ancora da verificare e non di una causa accertata.
L’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, si è recata sul luogo dell’incidente per seguire da vicino la situazione e mantenere i contatti con le autorità locali.
Anche EUFOR ha annunciato un’indagine approfondita e completa per stabilire la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità o criticità tecniche.
Il cordoglio delle istituzioni italiane.
La notizia della morte dei quattro italiani ha suscitato profonda commozione nelle istituzioni.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il proprio cordoglio al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, manifestando profonda commozione per la tragedia e vicinanza alle famiglie delle vittime.
Il dolore attraversa l’intero mondo militare e umanitario, mentre si attendono ulteriori comunicazioni ufficiali sulle circostanze dell’incidente e sulle procedure successive al rimpatrio delle salme.
La missione EUFOR Althea e la presenza italiana in Bosnia.
L’elicottero precipitato era impiegato nell’ambito della missione EUFOR Althea, un’operazione dell’Unione Europea avviata nel 2004 con l’obiettivo di contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità in Bosnia-Erzegovina.
La missione sostiene le autorità locali e contribuisce alla formazione delle forze armate del Paese, in un territorio ancora segnato dalle conseguenze della dissoluzione della Jugoslavia e dai conflitti degli anni Novanta.
EUFOR Althea coinvolge circa 1.600 militari provenienti da 24 Paesi. L’Italia rappresenta uno dei principali contributori, con un contingente di circa 300 militari. Il quartier generale della missione si trova a Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo.
Il CH-47 Chinook è un elicottero da trasporto pesante progettato dalla Boeing e utilizzato da decenni da numerose forze armate nel mondo. La sua particolare configurazione con due rotori consente di trasportare personale, materiali e attrezzature anche in contesti operativi complessi.
Una tragedia che colpisce anche la Puglia.
Oggi, però, al di là delle dinamiche tecniche, delle indagini e delle attività militari, resta soprattutto il dolore per quattro vite spezzate.
Per Andria, la perdita di Laura Procacci è una ferita profonda. Una ragazza di appena 24 anni che aveva scelto di prestare servizio in un’organizzazione impegnata nell’assistenza e nella tutela delle persone.
La tragedia in Bosnia ricorda il valore e i rischi del lavoro di chi opera nelle missioni internazionali, spesso lontano dagli affetti e dalle proprie comunità.
Alla famiglia di Laura, ai familiari di Simone Ruggia, Claudio Marchesi e Franco Adriano Zecchillo, ai colleghi della Croce Rossa Italiana e dell’Esercito va il pensiero di vicinanza e cordoglio.
Quattro vite, quattro storie, quattro famiglie distrutte da una tragedia che oggi unisce nel dolore l’Italia e la Bosnia-Erzegovina.
Correzione bozze, foto e grafici realizzati mediante utilizzo di IA.
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