Il Segretario Generale del SIAPS dr. Michele Placentino dichiara: «Bene le risorse per la sanità e gli aumenti ai medici di Pronto Soccorso, ma il Governo deve spiegare perché migliaia di altri professionisti continuano ad attendere un riconoscimento economico adeguato. La sanità non può essere finanziata a compartimenti stagni».

Cinque miliardi per la salute. È l’annuncio con il quale il Governo presenta la nuova Legge di Bilancio 2027. Un incremento del Fondo sanitario nazionale di 3,4 miliardi di euro, un sostegno economico agli anziani per le spese mediche e nuove risorse destinate anche alla valorizzazione dei medici impegnati nei Pronto Soccorso.
Provvedimenti che il SIAPS considera positivamente, ma che sollevano una domanda alla quale il Governo dovrà necessariamente rispondere: dove sono le risorse specifiche per le altre Professioni Sanitarie?
Perché negli ospedali italiani non lavorano soltanto i medici, e perché il diritto alla salute non viene garantito da una sola categoria professionale, ma ci sono Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (TSRM) che operano quotidianamente nei servizi di emergenza, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB) che assicurano diagnosi indispensabili, professionisti della riabilitazione, della prevenzione e dell’assistenza, infermieri, ostetriche e tanti altri operatori senza i quali nessun ospedale potrebbe funzionare, tutti indispensabili quando bisogna garantire le prestazioni, ma quando si distribuiscono le risorse economiche, il riconoscimento sembra diventare selettivo.
Siamo contro l’esclusione degli altri professionisti.
Il SIAPS non intende alimentare una guerra tra categorie professionali, ma se il Governo riconosce che i medici di Pronto Soccorso meritano una maggiore valorizzazione economica, noi condividiamo il principio, ma quel principio deve valere anche per gli altri professionisti che lavorano negli stessi servizi, affrontano turni gravosi, rischi professionali, responsabilità crescenti e condizioni organizzative spesso insostenibili e non possiamo continuare a costruire un sistema sanitario nel quale il valore economico del lavoro viene riconosciuto soltanto ad alcune figure, mentre altre rimangono sistematicamente ai margini delle decisioni.
La dignità professionale non può dipendere dalla forza politica o sindacale della categoria di appartenenza.
La proposta SIAPS: un Fondo Nazionale per il riequilibrio delle retribuzioni
Da tempo il SIAPS denuncia le profonde disparità economiche esistenti anche tra professionisti appartenenti alla medesima Area contrattuale, professionisti con percorsi universitari, responsabilità sanitarie e obblighi professionali comparabili continuano a percepire indennità differenti, senza che tali differenze siano sempre sostenute da criteri oggettivi, trasparenti e proporzionati, per questo chiediamo che nella Legge di Bilancio 2027 venga istituito un Fondo Nazionale di riequilibrio economico delle Professioni Sanitarie, destinato a ridurre progressivamente le disparità retributive e a valorizzare tutte le professioni, nel rispetto delle rispettive specificità.
Chiediamo risorse aggiuntive e una distribuzione più equa degli stanziamenti destinati al personale sanitario.
È necessario, inoltre, istituire un Fondo Specifico per l’assistenza del malato, destinato agli Operatori Socio-Sanitari, evitando che la loro valorizzazione economica venga posta in competizione con quella dei professionisti sanitari laureati.
Basta con una contrattazione che mortifica le competenze
La Legge di Bilancio deve rappresentare anche l’occasione per avviare una riforma strutturale dell’inquadramento contrattuale.
Il SIAPS ribadisce la richiesta di una specifica Area Contrattuale dei Professionisti della Salute, capace di valorizzare le competenze universitarie, le responsabilità professionali, le specializzazioni e le funzioni dirigenziali.
Non è più accettabile che l’evoluzione delle competenze professionali non trovi un corrispondente riconoscimento economico.
Particolare attenzione deve essere riservata alle lauree magistrali LM/SNT2, LM/SNT3 e LM/SNT4, alle opportunità di accesso alla dirigenza e al riconoscimento delle funzioni specialistiche.
Allo stesso modo, il SIAPS chiede il riconoscimento economico del rischio biologico per i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB), la rivalutazione dell’indennità di rischio radiologico per i TSRM, l’estensione delle indennità di Pronto Soccorso ai professionisti effettivamente impiegati nei servizi e una maggiore valorizzazione economica del lavoro notturno, festivo e straordinario.
Cinque miliardi non bastano se non si investe nelle persone
È giusto investire nelle strutture, nelle tecnologie, nell’efficientamento energetico e nel sostegno ai cittadini più fragili, ma un ospedale moderno, dotato delle migliori apparecchiature, non può garantire prestazioni senza professionisti adeguatamente retribuiti, motivati e tutelati.
La stessa realizzazione delle Case della Comunità rischia di rimanere un progetto incompleto se non sarà accompagnata da un investimento concreto su tutte le Professioni Sanitarie chiamate a garantire l’assistenza territoriale, non bastano nuovi edifici e nuove apparecchiature, ma servono professionisti, assunzioni, stipendi adeguati e condizioni di lavoro dignitose.
Il SIAPS chiede un confronto immediato con il Governo
La manovra è stata approvata dal Consiglio dei ministri, ma il percorso parlamentare deve ancora svolgersi, pertanto è in questa fase che occorre intervenire.
Il SIAPS chiede al Governo, al Ministero della Salute e alle Commissioni Parlamentari competenti di aprire un confronto sulle risorse economiche destinate alle Professioni Sanitarie e di recepire le proposte sindacali nella Legge di Bilancio 2027.
Chiediamo che venga finalmente riconosciuto il contributo di tutte le professioni alla tutela della salute dei cittadini.
Il Governo non può continuare a chiedere a tutti i professionisti sanitari le stesse disponibilità al sacrificio, per poi riconoscere economicamente soltanto alcune categorie.
Se ci sono risorse per valorizzare il personale sanitario, allora devono esserci criteri equi, trasparenti e inclusivi per utilizzarle.
Il SIAPS continuerà a sostenere queste rivendicazioni in ogni sede istituzionale e sindacale, senza escludere il ricorso alla mobilitazione nazionale.
PERCHÉ LA SANITÀ È FATTA DI TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE E NESSUNA PUÒ ESSERE CONSIDERATA INVISIBILE QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DI RICONOSCERNE IL VALORE ECONOMICO.
Dott. Michele Placentino
Segretario Generale SIAPS – Sindacato Italiano Autonomo Professioni Sanitarie
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