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Dal deposito sporco promiscuo al riutilizzo di calze monouso: il sopralluogo del sindacato evidenzia gravi carenze organizzative e violazioni del D.Lgs. 81/08.
Un recente sopralluogo effettuato dalla Fials Emilia-Romagna presso il Reparto di Ginecologia dell’Ospedale Maggiore ha portato alla luce una serie di criticità strutturali e organizzative che mettono a rischio la sicurezza di lavoratori e pazienti. L’ispezione si è concentrata sugli ambienti di lavoro e sulle procedure operative, evidenziando contrasti evidenti con il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
Ecco i punti critici emersi dal report:
1. Caos nella gestione dei rifiuti e mancanza di spazi
Nel locale deposito dello sporco è stata rilevata una pericolosa commistione: contenitori puliti per rifiuti infetti stoccati insieme al materiale sporco. Una violazione delle norme igieniche (art. 272 del D.Lgs. 81/08) che aumenta il rischio di contaminazione crociata. Inoltre, l’assenza di un magazzino dedicato costringe il personale a continui spostamenti verso altri reparti per reperire il materiale, sottraendo tempo all’assistenza.
2. Uffici amministrativi a rischio biologico
Particolarmente grave la situazione nell’Ufficio Accettazione. In uno spazio ristretto e ingombro di materiali (con rischio di caduta oggetti), è stata posizionata una macchina per la gestione di materiale biologico. Questo espone il personale amministrativo a rischi biologici non valutati, in ambienti non idonei e privi delle caratteristiche di sanificabilità richieste dalla legge.
3. Il caso delle calze antitrombo riutilizzate
Durante il sopralluogo è emerso che le calze antitrombo, dispositivi medici monouso e personali, vengono inviate in lavanderia per essere lavate e riutilizzate su altri pazienti. Una prassi che comporta:
- Perdita delle caratteristiche funzionali (elasticità e compressione), rendendo la terapia inefficace.
- Impossibilità di tracciare lotto e scadenza.
- Rischi igienici per pazienti e operatori. Inoltre, gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) vengono impropriamente adibiti alla piegatura di questi dispositivi, mansione non prevista dal loro profilo.
Le richieste della Fials
Alla luce di quanto osservato, la Fials chiede un intervento immediato alla Direzione per ripristinare la legalità e la sicurezza: servono spazi adeguati per lo stoccaggio, la separazione netta tra aree amministrative e gestione campioni biologici, e lo stop immediato al riutilizzo di dispositivi monouso.

