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Le Regioni approvano le linee guida per la nuova figura professionale: previsti corsi dal 2026, modulo propedeutico per gli OSS e inserimento graduale nei servizi sotto supervisione infermieristica.
La Conferenza delle Regioni ha dato il via libera definitivo al Piano strategico nazionale per l’introduzione dell’Assistente Infermiere (AI). Un passaggio fondamentale che trasforma in realtà il DPCM del 28 febbraio 2025, fornendo finalmente un quadro operativo unico per evitare disuguaglianze territoriali e garantire la sicurezza delle cure.
Il documento, frutto della collaborazione tra FNOPI, Ministero della Salute, Agenas, Regioni e Università, traccia la strada per la formazione e l’ingresso in corsia (e sul territorio) di questa nuova figura. Ecco i punti salienti del provvedimento.
Chi è e cosa farà l’Assistente Infermiere?
L’Assistente Infermiere nasce per potenziare la presa in carico dei pazienti, specialmente adulti e anziani, nei contesti a bassa intensità clinica.
Il Piano chiarisce che l’AI svolgerà attività standardizzate e a bassa discrezionalità decisionale, operando sempre in collaborazione e sotto la supervisione diretta dell’infermiere.
L’obiettivo non è sostituire l’infermiere, ma favorire una migliore distribuzione dei carichi di lavoro (skill mix) tra infermieri, OSS e personale di supporto, senza mai abbassare i livelli di sicurezza per il paziente.
La Formazione: regole uguali per tutti
Uno dei pilastri del Piano è l’omogeneità formativa, per evitare che ogni Regione vada per conto proprio creando operatori di serie A e serie B. Le principali novità includono:
- Modulo propedeutico di 100 ore: Sarà obbligatorio ed erogato in FAD (formazione a distanza) per gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) privi di diploma quinquennale. Sarà gestito da un unico ente per garantire standard uniformi.
- Percorso accademico: Viene rafforzato il legame con la filiera infermieristica, strutturando percorsi che facilitino un eventuale proseguimento degli studi verso la laurea in Infermieristica.
- Standard d’esame: Definite indicazioni nazionali vincolanti su tirocini, esercitazioni e criteri di valutazione.
L’inserimento lavorativo: una “guida controllata”
L’ingresso della nuova figura nei reparti e nelle strutture non sarà immediato né improvvisato. Il Piano parla di un’introduzione a “guida controllata” per vincere le resistenze al cambiamento e chiarire bene i ruoli.
Le fasi prevedono: - Glossario nazionale: Verrà pubblicato per definire esattamente termini come “attribuzione”, “supervisione” e “stabilità clinica”.
- Setting adeguati: L’AI sarà inserito prioritariamente in contesti come RSA, lungodegenze, Case della Comunità e aree riabilitative.
- Strumenti di sicurezza: Verrà utilizzato sistematicamente il protocollo NEWS2 per classificare la stabilità clinica dei pazienti e capire quali attività possono essere affidate all’Assistente Infermiere in sicurezza.
Il Cronoprogramma: quando si parte?
L’allegato tecnico al Piano fissa delle scadenze precise per i prossimi due anni. Ecco le date da segnare in calendario: - Dicembre 2025: Pubblicazione delle linee di indirizzo e del glossario nazionale.
- Marzo 2026: Erogazione del modulo propedeutico di 100 ore.
- Settembre 2026: Avvio ufficiale dei corsi di formazione e qualifica.
- Settembre 2026 – Marzo 2027: Fase di inserimento guidato nei setting selezionati.
- Entro il 2027: Definizione degli standard nazionali di personale.
Il commento
Secondo la Conferenza delle Regioni, questo piano rappresenta un passo decisivo per sostenere gli infermieri e rispondere ai crescenti bisogni di assistenza della popolazione, preservando la qualità del Servizio Sanitario Nazionale. Anche Zaffini (FdI) ha accolto positivamente la notizia, definendola il “primo importante passo verso il riordino delle professioni sanitarie”.

