La sanità della Puglia si trova a un bivio decisivo. Dopo un decennio segnato da tagli lineari, desertificazione degli organici e una gestione che ha progressivamente svuotato le strutture territoriali e ospedaliere, oggi non è più tempo di rinvii. La richiesta avanzata dall’assessore regionale Donato Pentassuglia e dal neo-presidente di Sanitaservice Massimo Russo di reperire urgentemente i fondi per ripartire con i concorsi e le selezioni pubbliche intercetta l’emergenza più drammatica del nostro sistema socio-sanitario: la carenza cronica e insostenibile di personale.
Un decennio di impoverimento strutturale.
Per comprendere la gravità della situazione attuale bisogna guardare indietro. Negli ultimi dieci anni la sanità pugliese ha subito un progressivo depauperamento. Scelte miopi, blocchi del turn-over e una programmazione inadeguata hanno umiliato e avvilito migliaia di professionisti, riducendo reparti all’osso e costringendo i lavoratori a turni massacranti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso e un personale medico, infermieristico e di supporto numericamente insufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza in condizioni di sicurezza.
Il ruolo strategico di Infermieri, OSS e Sanitaservice.
Un sistema sanitario non si regge solo sui grandi macchinari o sulle strutture d’eccellenza, ma sulla forza viva del Comparto Sanità e dei servizi essenziali.
- Infermieri e OSS: sono il cuore pulsante dell’assistenza quotidiana, la spina dorsale di reparti in cui ogni operatore copre spesso il lavoro di due.
- Sanitaservice Foggia: l’infrastruttura dei servizi integrati — dall’emergenza-urgenza al front-office, dalle pulizie alla manutenzione — è fondamentale per il funzionamento logistico e igienico-sanitario dei presidi ospedalieri. Senza un potenziamento di queste figure, l’intera macchina sanitaria rischia la paralisi.
Inversione di tendenza: trattenere i giovani e richiamare le eccellenze dal Nord.
Per rilanciare il Servizio Sanitario Regionale della Puglia occorre una strategia duplice: garantire il ricambio generazionale e invertire la rotta della migrazione sanitaria e professionale. Per troppo tempo i nostri giovani laureati e formati nelle università pugliesi sono stati costretti a fare le valigie per trovare stabilità lavorativa nelle regioni del Centro-Nord.
Oggi l’obiettivo deve essere duplice e ambizioso:
- assumere le giovani energie formate sul territorio, offrendo loro prospettive concrete di crescita professionale a casa propria.
- lanciare una campagna di attrazione per convincere i professionisti meridionali emigrati a tornare, mettendo le loro competenze al servizio del Sud Italia.
Troviamo i fondi: l’appello per il futuro della Puglia.
L’appello congiunto di Pentassuglia e Russo — “troviamo i fondi per ripartire” — non è soltanto uno slogan politico, ma un imperativo etico e amministrativo. La Regione Puglia deve individuare le risorse necessarie all’interno dei bilanci e dei piani operativi per sbloccare concorsi e stabilizzazioni. Senza un incremento immediato e strutturale degli organici, ogni riforma organizzativa rimarrà lettera morta. La salute dei cittadini pugliesi non può più aspettare: ripartire dal personale significa restituire dignità, efficienza e futuro alla sanità della nostra terra.
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