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La sanità pugliese è a un bivio. Tra liste d’attesa infinite, aggressioni nei pronto soccorso e una cronica carenza di personale, il nuovo Presidente della Regione, Antonio Decaro, si trova ad affrontare una vera e propria emergenza strutturale.
In una recente intervista, Saverio Andreula, componente del Comitato centrale FNOPI, ha tracciato un quadro netto delle criticità che affliggono la professione infermieristica e il sistema salute in Puglia.
Il “Concorsone” regionale e il rischio della prova preselettiva.
Uno dei temi più caldi riguarda il nuovo concorso unico regionale per infermieri gestito dalla ASL Bari. Nonostante la Puglia necessiti urgentemente di forze fresche, la scelta di inserire una prova preselettiva preoccupa la Federazione.
- Il rischio: la preselezione rischia di agire come un “filtro” eccessivo, riducendo drasticamente il numero di idonei.
- La necessità: Andreula sottolinea che alla Puglia serve una graduatoria numerosa e di lungo periodo, capace di coprire non solo i 1.000 posti previsti, ma anche il turnover causato dai pensionamenti e l’attivazione dei servizi territoriali (infermiere di famiglia).
- L’appello: “non ripetiamo gli errori del passato. Serve uno strumento flessibile per tutte le ASL pugliesi”.
Liste d’attesa: oltre le buone intenzioni.
Il Presidente Decaro ha dichiarato di voler “prendere la sanità per le corna”, partendo proprio dalle liste d’attesa. Tuttavia, Andreula avverte: aumentare le ore di attività diagnostica e chirurgica senza personale adeguato mette a rischio la sicurezza delle cure.
“Il Ministero della Salute prevede standard precisi per il personale in sala operatoria. Senza rispettarli, chi risponde legalmente in caso di esito negativo?”
Emergenza Aggressioni: Puglia seconda in Italia
Un dato allarmante emerge dai report INAIL: la Puglia è la seconda regione italiana per aggressioni ai danni degli operatori sanitari. La professione infermieristica è la più colpita.
Secondo Andreula, la carenza di organico è la causa scatenante: la frustrazione dei cittadini per le lunghe attese si riversa spesso su chi sta in prima linea. Nonostante le misure come l’”infermiere di processo” o i tavoli tecnici in Prefettura, il fenomeno non accenna a diminuire.
Una professione in crisi di attrattività: il nodo stipendio.
Perché i giovani non scelgono più di fare gli infermieri? La risposta, per Andreula, è brutale ma onesta: lo stipendio.
- Fuga all’estero: l’Italia investe sulla formazione di professionisti che poi scelgono Irlanda, Inghilterra o Svizzera per retribuzioni adeguate alle responsabilità.
- Costo della vita: con 1.400-1.500 euro al mese non si vive dignitosamente, specialmente considerando il carico di responsabilità legale e professionale.
La proposta provocatoria: “aumentate lo stipendio di almeno 1.000 euro e vedrete che la professione tornerà a essere attrattiva. È un riconoscimento necessario per quella che resta la professione più bella del mondo”.
Servono atti concreti dalla Regione Puglia, basta chiacchiere.
Il futuro della sanità pugliese dipende dalla capacità della nuova giunta di passare dalle dichiarazioni d’intenti a investimenti concreti sul capitale umano. Senza 7.000 infermieri in più e una riforma della struttura retributiva, le “Case di Comunità” e il potenziamento del territorio rischiano di restare scatole vuote.

