Il Policlinico esulta per il successo del concorso, ma il sindacato Fials avverte: “Assumere non basta, la vera sfida è trattenere il personale stanco di carichi di lavoro esagerati”.
Il Policlinico San Matteo di Pavia segna un punto a favore nella lotta alla carenza di organico. L’ultimo maxi-concorso per infermieri si è concluso con un risultato oltre le aspettative: 158 candidati idonei a fronte dei 100 posti inizialmente banditi. Un “boom” che ha spinto la direzione a ipotizzare l’assorbimento dell’intera graduatoria per dare una risposta definitiva ai vuoti in corsia.
Tuttavia, dietro l’entusiasmo dei numeri, si accende il dibattito sul futuro della professione all’interno del sistema pubblico.
Il successo del San Matteo: “Siamo un polo attrattivo”.
Per i vertici del Policlinico, l’alta partecipazione (201 domande totali) è il segno che il San Matteo gode ancora di grande prestigio.
- Vincenzo Petronella (Direttore Generale): Ha lodato la preparazione dei candidati, sottolineando come motivazione e spirito di squadra saranno i pilastri della nuova assistenza.
- Alessandro Venturi (Presidente): Ha definito il risultato come la prova che il Policlinico è visto come un luogo di crescita, ricerca e innovazione.
L’allarme Fials: “Un sistema che rischia di consumare i professionisti”.
Di parere opposto, o quantomeno più cauto, è Roberto Gentile, segretario provinciale della Fials. Secondo il sindacato, il rischio è quello di un “turn-over” continuo: infermieri che entrano, restano pochi mesi e poi scappano verso il privato o l’estero.
“Oggi il problema non è più solo reclutare, ma trattenerlo in un sistema che rischia di consumarlo rapidamente”, spiega Gentile. “Carichi di lavoro elevati, turni complessi e scarsa conciliazione tra vita e lavoro rendono il mestiere sempre più difficile”.
Per la Fials, l’assunzione deve essere solo l’inizio di un percorso. La ricetta proposta dal sindacato per evitare la fuga di cervelli si basa su:
- Valorizzazione economica e delle competenze.
- Percorsi di carriera chiari.
- Sicurezza e benessere organizzativo.
Cosa succederà ora?
Il San Matteo procederà inizialmente con l’assunzione dei primi 100 infermieri tramite decreto. L’obiettivo dichiarato, però, è quello di attingere alla graduatoria fino a esaurimento degli idonei, portando in corsia tutte le 158 nuove leve.
La partita, però, resta aperta sul piano della sostenibilità: riuscirà il San Matteo a trasformare questo “boom” di ingressi in una stabilità di lungo periodo? La sfida della sanità pubblica pavese per il 2026 passa da qui.
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