Era accusata di cinque morti sospette per Valium all’ospedale di Piario. La Procura ha chiesto l’archiviazione: la consulenza sulle autopsie non ha trovato nesso tra le iniezioni e i decessi. Restano l’amarezza e una vita professionale distrutta.
Dopo dieci anni di calvario giudiziario, si chiude l’incubo per Anna Rinelli, l’infermiera 52enne dell’ospedale di Piario, nella Val Seriana, accusata di essere responsabile di cinque morti sospette per Valium. La Procura di Bergamo ha infatti chiesto l’archiviazione totale del caso, ponendo fine a un’odissea che l’aveva trasformata, agli occhi di alcuni colleghi e dell’opinione pubblica, in un “angelo della morte”.
La vicenda, esplosa nel 2015, aveva visto Anna Rinelli come principale indagata per omicidio preterintenzionale su cinque pazienti, accusa poi ridimensionata a maltrattamenti, fino alla definitiva archiviazione avvenuta pochi giorni fa.
Lo Stigma e le Accuse: “Hanno creato un mostro che non c’era”
Anna Rinelli, che oggi vive grazie al sostegno della madre e non lavora più in sanità, ha rotto il silenzio sulle pagine locali del Corriere della Sera, esprimendo non rabbia o desiderio di vendetta, ma profonda amarezza. Ricorda l’isolamento e le maldicenze: “Un giorno portai in reparto le mele del mio giardino e quella collega disse: ‘Non mangiatele, le avrà avvelenate'”. Un collega arrivò persino a dire al funerale del padre di Anna: “Ha ucciso anche suo padre”.
La denuncia iniziale arrivò dagli ex vertici dell’ospedale: l’ex direttore sanitario, l’ex primario e l’ex caposala. A loro, l’infermiera imputa di aver agito “da talebani, non arginarono maldicenze e contribuirono a creare un mostro che non c’era”.
La Svolta Decisiva: Le Autopsie Scagionano l’Infermiera
La chiave di volta per l’archiviazione è stata la consulenza medico-legale successiva alle autopsie sui corpi dei pazienti, riesumati lo scorso febbraio. Secondo i medici legali e il tossicologo incaricati, sebbene tracce di Valium fossero presenti in quattro pazienti su cinque, non esistono elementi che indichino un nesso “causale o concausale” tra le iniezioni e i decessi. La relazione ha addirittura stabilito che il trattamento dei pazienti fu “corretto e progressivamente adeguato” alle loro condizioni.
Le “stranezze” relative all’aumento delle dosi di Valium consumate in reparto (da 240 a 810 unità in un anno) e l’ammanco di Midazolam (79 fiale), insieme alle testimonianze di colleghi su pazienti “intorpiditi” dopo i suoi turni e intercettazioni ambigue, avevano alimentato il quadro accusatorio. Tuttavia, per la PM, da tutto ciò sono emersi solo sospetti e non prove di colpevolezza. Le indagini hanno inoltre rilevato che condotte negligenti potevano aver coinvolto anche altri medici, infermieri e OSS.
Anche l’abitudine di trovare degenti legati o immobilizzati ai letti, inizialmente un punto contro l’infermiera, è emerso essere una “pratica diffusa” nel reparto per la sicurezza dei pazienti, non imputabile specificamente alla Rinelli.
Una Vita Distrutta, ma la Verità Trionfa
Nonostante l’archiviazione, avvenuta quando in ogni caso si sarebbe andati verso la prescrizione, la vita di Anna Rinelli è stata profondamente segnata. “Il mio lavoro, che ho scelto io e ho portato avanti con etica e sacrificio, è un lavoro duro”, afferma. “Non è giusto che questa vicenda abbia procurato tanto dolore a me, ai miei cari, ma soprattutto alle famiglie dei pazienti coinvolti.”
Anna Rinelli non lavora più in sanità né in altri settori, vivendo con la liquidazione e il sostegno della madre, “l’unica persona che ha sempre creduto in me”. Ora cerca una “nuova strada”, dedicandosi alla lettura e allo studio. Ha deciso di parlare solo ora, consapevole che “la verità sarebbe venuta fuori” perché “non avevo fatto del male a nessuno”.
La sua storia è un monito sull’impatto devastante che accuse infondate e maldicenze possono avere sulla vita di un individuo e sulla necessità di un confronto più sano all’interno degli ambienti lavorativi.
Seguici anche su:
- Canale Telegram Ufficiale – LINK
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
E-mail: redazione@assocarenews.it
Share this content:
