Non solo una teorica, ma una visionaria che ha trasformato l’assistenza in una disciplina autonoma. La sua storia, tra coraggio e solitudine, rivive in un nuovo documentario scritto da Sara Di Santo (Zirlo.it), dopo la scissione da Nurse24.it.
Esistono figure storiche che si accontentano di abitare il mondo così com’è, e altre che sentono l’urgenza di ridisegnarlo. Marisa Cantarelli apparteneva a questa seconda, rara specie. In un’epoca in cui la figura dell’infermiere era relegata a un ruolo puramente esecutivo, lei ha saputo “vedere oltre la nebbia”, creando uno spazio di autonomia e dignità professionale che prima semplicemente non esisteva.
Vedere prima, pensare oltre: il documentario.
Il percorso umano e professionale di questa pioniera, come descrive bene la Di Santo nel servizio, è oggi racchiuso nel documentario “Marisa Cantarelli – Vedere prima, pensare oltre”. Non si tratta di una semplice celebrazione accademica, ma di un viaggio nel coraggio di una donna che ha scelto la libertà di pensiero sopra ogni cosa.
“Marisa non occupava il posto concesso, lo creava.”
Chi erano le “Dodici Coraggiose”?
Nel 1965, Marisa Cantarelli faceva parte di un gruppo diventato leggendario: le “dodici coraggiose”. Erano donne che avevano deciso di studiare per una professione che, nei termini in cui la intendevano loro, ancora non esisteva.
Non c’erano carriere spianate o sistemi pronti ad accoglierle. C’era solo la convinzione che l’assistenza infermieristica dovesse evolvere da mansione a disciplina, fondata su responsabilità e pensiero critico.
La solitudine del coraggio.
Innovare significa spesso camminare da soli. Per la Cantarelli, la solitudine non era isolamento, ma il prezzo necessario per chi intuisce il futuro prima degli altri:
- La visione: trasformare l’infermiere da esecutore a soggetto del proprio sapere.
- Il metodo: il Modello delle Prestazioni Infermieristiche, pilastro della formazione ancora oggi.
- La personalità: una donna che amava la montagna, la musica e i viaggi, capace di unire il rigore scientifico a una fame di vita travolgente.
Perché la sua storia parla agli infermieri di oggi?
In un momento storico segnato da incertezze e stanchezza nel settore sanitario, la figura di Marisa Cantarelli funge da bussola. Il suo lascito non è solo teorico; è un invito all’azione.
Alle nuove generazioni e ai professionisti demotivati, Marisa ricorderebbe che la legittimità non si chiede, si esercita attraverso la coerenza. La sua eredità è uno sguardo che non si accontenta dell’esistente, ma cerca costantemente ciò che può essere migliorato.
Sara Di Santo ha realizzato un capolavoro e soprattutto oggi permette all’informazione sanitaria di matrice infermieristica di fare un salto di qualità significativo in avanti.
Approfondimenti e media.
- Guarda il trailer del documentario: [Link demo Video]
- Scritto da: Sara Di Santo
- Fonte: Fuori Campo – Zirlo.it

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