Tra stetoscopi e pentagramma, la doppia vita dello studente di medicina e cantautore Davide Longo si muove sempre sul filo di un perfetto equilibrio tra rigore scientifico e slancio creativo. Se si pensa alla classica routine universitaria, l’immagine che viene subito in mente è quella di un monaco amanuense: libri mastodontici, schemi chilometrici, aule studio affollate fino all’orario di chiusura e litri di caffè per sopravvivere. Ma cosa accade quando alla passione per la corsia si affianca un’urgenza irrefrenabile per la musica? È così che prende forma il ritratto, ironico e veritiero al tempo stesso, del futuro medico che non rinuncia a indossare i panni del cantautore.
Basta osservare i social per cogliere frammenti di una quotidianità che oscilla continuamente tra il dramma e la comicità surreale. Le lezioni teoriche sono innumerevoli e si susseguono senza sosta, mentre la mente inizia a vagare tra una progressione di accordi e un testo da finire. Il tirocinio, spesso vissuto come troppo limitato rispetto alla mole di teoria, rappresenta però quel momento fondamentale in cui la medicina smette di essere inchiostro e si trasforma in volti, storie e battiti cardiaci reali. Lo studio, invece, si trasforma in un vero e proprio survival game tra ansie da esame e termini complessi, lasciando la vita privata praticamente azzerata, o quasi.
Eppure, è proprio tra le crepe di questa routine così totalizzante che sboccia la creatività di Davide, studente in medicina originario di San MarcoinLamis sul Gargano. Quando lo stress tocca picchi elevati, la mente cerca una via di fuga e, per chi ha la musica dentro, la valvola di sfogo ideale diventa il microfono. In fondo, la medicina e la musica parlano esattamente la stessa lingua: l’empatia. Curare le persone e scrivere una canzone significano la stessa identica cosa, ovvero saper ascoltare le fragilità altrui, dare un nome al dolore o alla gioia e renderli universali. Tra un esame di clinica e una sessione notturna di registrazione, la strada è sicuramente in salita, ma il panorama ripaga di ogni sforzo. E se un giorno questo giovane medico si troverà a prescrivere una terapia, siamo pronti a scommettere che saprà consigliare anche la playlist perfetta per curare l’anima.
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