Lun. Lug 22nd, 2024

Nell’ambito della cura al paziente, l’attività infermieristica ha raggiunto traguardi sempre più importanti. Recentemente, le cure complementari stanno guadagnando sempre più spazio. Prima di approfondire questo argomento, è necessario chiarire due termini spesso confusi: ‘cure complementari’ e ‘cure palliative’.

Cure Complementari.

Comprendono pratiche e cure eterogenee, basate su tradizioni popolari, filosofie, ideologie e religioni, soprattutto orientali, che rivendicano una maggiore efficacia delle pratiche naturali rispetto alla medicina scientifica.

Cure Palliative.

Secondo l’OMS, si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti con malattie non più rispondenti a trattamenti specifici e che sono in fase terminale.

Un’Esperienza Personale

Questo articolo non ha l’intento di descrivere sistematicamente le pratiche delle medicine complementari, ma vuole testimoniare un’esperienza reale vissuta in prima persona in 13 anni di attività come infermiere libero professionista.

Durante la mia formazione universitaria presso la facoltà di medicina di Torino, ho sviluppato un forte interesse per l’approccio che affianca la medicina allopatica a tecniche complementari come la riflessologia, il massaggio, l’auricoloterapia e l’applicazione di impacchi-compresse. Ho anche valorizzato l’educazione alimentare e igienica per la riabilitazione del paziente.

Il Ruolo dell’Infermiere nelle Cure Complementari

Molte volte ho dovuto specificare che sono un infermiere, poiché queste pratiche sono spesso considerate al di fuori delle competenze infermieristiche. Tuttavia, ritengo che le cure complementari rientrino nel nostro ambito professionale. Invito a leggere il testo dell’IPASVI, “Linee Guida Per un percorso di alta formazione – Infermieristica e cure complementari”, disponibile anche sulla pagina Facebook degli infermieri liberi professionisti di Asti ‘ILPA’ e su Internet.

La Convivenza tra Medicina Allopatica e Alternativa

Nel mio progetto professionale, ho voluto mettere la mia preparazione infermieristica al servizio del cittadino, spesso orientato verso le medicine alternative. Trovo errato considerare la medicina allopatica e quella alternativa come opposte: possono tranquillamente convivere. L’infermiere, grazie alla sua preparazione tecnica, relazionale ed educativa, può consigliare la giusta tecnica di medicina alternativa da applicare, diventando un professionista valido in entrambe le pratiche.

Sfide e Opportunità

Questo campo è in parte sommerso e può lasciare dubbi, soprattutto perché persone senza titolo possono consigliare qualsiasi cosa senza controlli o restrizioni. Un esempio: i sintomi di una flebite possono essere confusi da non esperti con altre problematiche, mentre un infermiere ha la competenza per riconoscerli e indirizzare il paziente al medico. Senza questa conoscenza, manovre o indicazioni sbagliate potrebbero compromettere la salute del paziente.

L’Importanza della Competenza Infermieristica

Purtroppo, molti medici e infermieri, nonostante gli studi basati su prove di efficacia (EBM e EBN) e i riscontri positivi dei pazienti, non considerano l’uso di tecniche come la riflessologia o il massaggio per problemi come la cervicalgia o la dorsalgia. In questo contesto, la nostra competenza diventa fondamentale.

La mia esperienza a disposizione dei colleghi

La mia esperienza di infermiere specializzato in cure complementari mi ha dimostrato che un approccio olistico può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti. È essenziale continuare a formarsi e a informare sia i colleghi che il pubblico sull’importanza e l’efficacia delle cure complementari, affinché queste possano essere integrate sempre più nella pratica infermieristica e sanitaria.

Dott. Riccardo R., Infermiere di Cure Complementari

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