Dom. Lug 14th, 2024

Infermiere e Fisioterapiste denunciano un enorme spreco in sanità.

Accogliamo lo sfogo di alcune colleghe che vedono marcire migliaia di euro di presìdi dopo che l’ortopedia e gli ambulatori annessi sono stati trasferiti dall’Azienda. Peccato però che ci si sia “dimenticati” di qualcosa…

“Gentile Redazione di AssoCareNews.it

vi scriviamo per dare notizia di uno spreco enorme che siamo sicure non avrà giustizia ma che non ci vedrà neanche come silenti testimoni.

Dallo scorso novembre la nostra azienda ospedaliera ha trasferito tutto il gruppo di ortopedia (ambulatori, riabilitazione, degenza e chirurgia) in un nuovo padiglione. Questo ha portato però a dover imballare tutto per essere portato nel nuovo ambiente. Attualmente, quindi dopo ben 7 mesi, gli scatoloni ed i presìdi non sono ancora stati trasferiti e l’Azienda ne ha comprati di nuovi o ci ha detto di fare senza.

Si parla di materiale molto utile: busti, sistemi di trazione, carrozzine e presìdi per la deambulazione, alcuni letti, barelle, una macchina lavapadelle, carrelli, arredo vario. Ma anche materiale come bende, garze, medicazioni, materiale per creare tutori, cancelleria, telefoni voip, stampanti e alcuni pc.

Non parliamo di cose obsolete o avariate ma di strumenti ancora utili e perfettamente funzionanti, in uso fino al minuto prima che ci spostassimo. Alcune di queste cose le abbiamo spostate noi, contravvenendo alle direttive aziendali. Ma la maggior parte richiederebbero movimenti che non potrebbero essere celati.

A questo punto vi chiediamo: Se non ci sono mai i soldi per fare niente, come è possibile che ci siano per permettere questo spreco? E in ogni caso, anche vi fossero, pensiamo sia un dovere morale evitare questi sprechi. Sia per il fatto che si parla di soldi pubblici sia per rispetto a chi non potrà mai accedere a questo livello di sanità, che nel mondo rappresenta la stragrande maggioranza delle persone.

E poi ci vengono a dire che non ci sono soldi!

Che spreco!

Grazie se vorrete pubblicarci. Cordiali Saluti.

Alcune Infermiere e Fisioterapiste indignate”.

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