FIRENZE – Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana esprimono le proprie congratulazioni a Giovanni Grasso, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, per la nomina a commissario straordinario dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars).
L’incarico decorrerà dal 1° settembre 2026 e rappresenta una novità significativa per il sistema sanitario regionale: per la prima volta, infatti, la guida dell’Ars viene affidata a un professionista infermieristico.
«Esprimiamo le nostre congratulazioni a Giovanni Grasso per la nomina a commissario straordinario dell’Ars – dichiarano gli Opi della Toscana e i presidenti dei singoli Ordini regionali –. È un riconoscimento importante per la sua professionalità e, più in generale, per il ruolo sempre più centrale che la professione infermieristica è chiamata a svolgere nel sistema sanitario».
Un riconoscimento per la professione infermieristica.
La nomina di Grasso viene interpretata dagli Ordini infermieristici toscani come un segnale dell’evoluzione che sta interessando la professione, sempre più coinvolta nei processi di programmazione, organizzazione e governo della sanità.
«La scelta di affidare per la prima volta la guida dell’Ars a un professionista infermieristico – sottolineano dagli Opi regionali – testimonia l’evoluzione della nostra professione».
Secondo gli Ordini, l’esperienza maturata da Grasso potrà rappresentare un valore aggiunto per l’Agenzia regionale di sanità, chiamata a fornire analisi, valutazioni e strumenti utili alla programmazione sanitaria della Toscana.
«Siamo certi che Grasso saprà mettere a disposizione dell’Ars la propria esperienza e sensibilità, con un approccio attento all’innovazione e ai bisogni dei territori», concludono gli Opi regionali.
La nomina assume quindi un significato che va oltre il singolo incarico: per la professione infermieristica rappresenta infatti un ulteriore passo verso una presenza più forte nei luoghi decisionali della sanità, dove competenze assistenziali, organizzative e conoscenza diretta dei bisogni dei cittadini possono contribuire alla costruzione di un sistema sanitario sempre più vicino ai territori.
Share this content:
