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24 Gen 2026, Sab

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Mentre gran parte del mondo si prepara a stappare lo spumante e a festeggiare, per migliaia di infermieri, OSS (Operatori Socio-Sanitari) e professionisti della salute, la notte di San Silvestro ha un sapore decisamente diverso.

​Non è solo una questione di “essere al lavoro”, ma di vivere una dimensione parallela fatta di dedizione, adrenalina e, talvolta, un pizzico di malinconia mista a orgoglio.

​1. La “Lotteria” dei Turni

​Per molti, tutto inizia mesi prima con la programmazione dei turni. Chi lavora a Capodanno spesso lo fa per permettere a un collega con figli piccoli di stare a casa, o viceversa, in un incastro di solidarietà tra colleghi che è il vero motore dei reparti.

  • Il turno di notte: Inizia solitamente alle 20:00 o alle 21:00 e finisce la mattina del 1° gennaio.
  • La reperibilità: Molti professionisti passeranno la serata con il telefono sul tavolo, pronti a correre in ospedale in caso di emergenza.

​2. Il “Cenone” in Corsia

​Dimenticate le tavole imbandite per ore. Il cenone del personale sanitario è spesso un buffet improvvisato nella sala relax o in medicheria:

  • ​Ognuno porta qualcosa da casa (lasagne, tartine, panettone).
  • ​Si mangia a turni rapidi per non lasciare mai sguarnito il reparto.
  • ​Le bibite sono rigorosamente analcoliche (il brindisi vero è rimandato a fine turno).

​3. L’atmosfera in Reparto

​C’è un’energia particolare nell’aria. Da un lato c’è il tentativo di portare un po’ di festa ai pazienti, dall’altro la consapevolezza che le emergenze non vanno in vacanza.

  • Umanità: Spesso infermieri e OSS diventano la “famiglia” per quei pazienti che non possono ricevere visite o che sono soli. Un sorriso o una parola dolce a mezzanotte valgono più di mille fuochi d’artificio.
  • Il picco del Pronto Soccorso: Mentre nei reparti di degenza l’atmosfera può essere calma, in Pronto Soccorso la mezzanotte segna l’inizio della fase critica: incidenti stradali, intossicazioni etiliche e i classici (purtroppo) feriti da botti.

​4. Il Brindisi (se possibile)

​Se la situazione clinica lo permette, allo scoccare della mezzanotte ci si ritrova per un rapido scambio di auguri.

​”Buon anno, speriamo sia una notte tranquilla.”

​È l’augurio più frequente, quasi un mantra scaramantico. Poi si torna subito al monitor, al giro letti o alla somministrazione delle terapie.

​In sintesi: un Capodanno “diverso”:

ChiCosa fa
InfermieriGestione terapie, monitoraggio critico e coordinamento emergenze.
OSSAssistenza diretta, igiene, supporto fisico ed emotivo ai pazienti.
Medici/SpecializzandiDiagnosi d’urgenza e gestione dei casi clinici complessi della notte.
Tecnici (Radio/Lab)Reperibilità e analisi urgenti per i nuovi ingressi.

Passare il Capodanno in divisa è un sacrificio che spesso passa inosservato, ma è ciò che garantisce a tutti gli altri di poter festeggiare in sicurezza.

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