Condividi contenuto
Il bando indetto questa estate (molto in sordina) dal Policlinico Riuniti di Foggia per la selezione di uno “specialista in comunicazione istituzionale” non è solo un atto amministrativo discutibile: è un potenziale vulnus alla libertà di stampa e alla dignità della professione giornalistica in Puglia. La levata di scudi di Assostampa e dell’Ordine dei Giornalisti (OdG) della Puglia non è solo un atto formale, ma una necessaria difesa della trasparenza pubblica.
Un ufficio stampa “fai-da-te” e i rischi di abusivismo.
Al centro della bufera c’è la gestione del Direttore Generale, Giuseppe Pasqualone. Le organizzazioni di categoria contestano una gestione della comunicazione che sembra ignorare le leggi vigenti (come la Legge 150/2000).
Il punto critico: risulta singolare, se non illegittimo, che comunicati stampa istituzionali vengano firmati direttamente dal Direttore Generale, un’attività che la legge riserva esclusivamente agli iscritti all’Albo dei giornalisti.
Proprio su questo punto, i legali di OdG e Assostampa stanno valutando l’ipotesi di denuncia per esercizio abusivo della professione.
Le ombre sul concorso: sospetti e anomalie.
Oltre alle questioni procedurali, il dibattito si sposta su un terreno ancora più scivoloso: quello della trasparenza concorsuale.
- Commissione inadeguata: le sigle sindacali denunciano anomalie nella composizione della commissione esaminatrice, ritenuta non idonea a valutare competenze tecniche così specifiche.
- Il “fantasma” del favorito: negli ambienti giornalistici foggiani circolano indiscrezioni pesanti. Il sospetto è che il bando possa essere un “vestito su misura” per un noto professionista della Capitanata, che già collaborerebbe alla stesura di contenuti non firmati.
Se queste indiscrezioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una violazione del principio di imparzialità della Pubblica Amministrazione. Un concorso pubblico deve garantire a tutti i professionisti le stesse basi di partenza, senza corsie preferenziali o regie occulte.
Un’umiliazione per la categoria.
Continuare su questa strada significa umiliare centinaia di colleghi che operano con correttezza sul territorio. La comunicazione istituzionale di un ente sanitario fondamentale come il Policlinico di Foggia non può essere gestita come una questione privata o, peggio, come uno strumento di propaganda senza filtri deontologici.
Perché il bando va ritirato:
- Trasparenza: bisogna fugare ogni dubbio sulla Commissione e sui potenziali candidati “ombra”.
- Legalità: è necessario ristabilire il confine tra gestione amministrativa e informazione professionale.
- Etica: la salute pubblica merita una comunicazione trasparente, corretta e firmata da chi ne ha titolo e responsabilità.
L’appello è chiaro: il DG Pasqualone faccia un passo indietro, annulli il bando in autotutela e riapra un confronto serio con gli organismi di categoria per dare a Foggia l’ufficio stampa che merita.

