Alfredo Sepe FIALS
Il segretario regionale Alfredo Sepe smonta la narrazione dell’“eccellenza” e punta il dito contro liste d’attesa, costi a carico dei cittadini e carenze croniche di organico.
La sanità pubblica dell’Emilia-Romagna finisce al centro di un duro scontro politico e sindacale. A lanciare l’affondo è Alfredo Sepe, segretario regionale della FIALS Emilia-Romagna, che rivolge una critica tagliente all’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, invitandolo a mettere da parte i toni trionfalistici e ad affrontare la realtà quotidiana vissuta dai cittadini e dagli operatori sanitari.
«Basta con la parola eccellenza, contano i fatti»
Il cuore della polemica ruota attorno al concetto stesso di qualità del servizio sanitario. Secondo la FIALS, appellarsi alla storica reputazione della Regione non basta più a mascherare le criticità attuali.
«L’assessore Massimo Fabi smetta di nascondersi dietro la parola “eccellenza” e affronti il problema: una sanità pubblica si giudica dalla possibilità concreta di ottenere una visita, un esame e un’assistenza adeguata. Se per curarsi il cittadino deve mettere mano al portafoglio, la Regione ha un problema politico al quale deve dare risposta», dichiara Sepe.
Il sindacato sottolinea come i dati sulle rinunce alle cure e sulle difficoltà di accesso restituiscano un quadro allarmante. Essere considerati storicamente un punto di riferimento non tutela chi, oggi, si scontra con liste d’attesa interminabili.
Liste d’attesa e costi privati: il peso sulle famiglie
Uno dei nodi centrali sollevati dalla FIALS riguarda la spesa sanitaria out-of-pocket, ovvero quella che i cittadini sono costretti a sostenere direttamente di tasca propria per non rischiare di aggravare le proprie condizioni di salute.
- La scelta obbligata: Quando i tempi del pubblico diventano incompatibili con i bisogni di cura, il ricorso al settore privato non è una libera scelta, ma un obbligo.
- Il doppio binario economico: Le famiglie emiliano-romagnole si trovano così a subire un doppio onere: da un lato la contribuzione fiscale, dall’altro il costo vivo di visite ed esami a pagamento.
- Il principio costituzionale: Per il sindacato, questo trasferimento dei costi sui cittadini è inaccettabile, poiché il diritto alla salute non deve mai dipendere dalla disponibilità economica della persona.
L’allarme sul personale: «Il sacrificio non è un modello organizzativo»
Accanto ai disagi per i pazienti, c’è l’altra faccia della medaglia: le condizioni in cui opera il personale sanitario. La FIALS punta il dito contro la prassi di lodare incessantemente infermieri, OSS, tecnici e operatori senza però tradurre gli elogi in interventi concreti.
- Le richieste sindacali: Servono investimenti strutturali su assunzioni, retribuzioni adeguate e miglioramento delle condizioni lavorative.
- Lo stop allo sfruttamento: Il sindacato avverte che la dedizione e il sacrificio quotidiano dei dipendenti non possono e non devono diventare la stampella organizzativa su cui reggersi l’intero sistema.
La richiesta: un piano straordinario con scadenze e risultati
La replica della FIALS alle difficoltà del comparto si traduce in richieste ben precise rivolte all’assessore Fabi. Pur riconoscendo l’esistenza di criticità a livello di finanziamenti nazionali, il sindacato rimarca che Roma non può trasformarsi in un alibi per la gestione locale.
La richiesta avanzata ad alta voce è quella di un piano d’azione trasparente, dotato di risorse certe, scadenze e indicatori verificabili:
- Personale adeguato ai reali fabbisogni del territorio.
- Riduzione effettiva dei tempi d’attesa.
- Tutela e rilancio dei servizi territoriali.
- Trasparenza totale sulle spese sanitarie sostenute direttamente dalle tasche delle famiglie.
«I cittadini devono poter valutare i risultati, non soltanto ascoltare gli annunci», conclude Sepe, ribadendo che l’effettiva bontà di una gestione sanitaria si misura solo quando un paziente trova risposte senza pagare il privato e un lavoratore può operare in condizioni dignitose.
Foto, video, grafici e correzione bozze realizzati con AI.
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