La senatrice Barbara Guidolin (Movimento 5 Stelle) accende i riflettori sul mondo dell’assistenza ai fragili: “Prendersi cura di chi cura deve diventare una priorità dell’agenda politica”. Sul tavolo emendamenti per il riconoscimento linguistico, sostegni economici e una riforma delle RSA.
ROMA – Dare voce e dignità a milioni di famiglie che ogni giorno affrontano la sfida dell’assistenza ai propri cari. Questo l’obiettivo centrale della conferenza stampa dal titolo “CURACARI – Il popolo dell’amore disinteressato chiede il nostro aiuto”, promossa al Senato e incentrata sulla necessità di una svolta radicale nelle politiche di welfare del Paese.
A fare il punto sulle priorità da inserire nell’agenda politica è la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Guidolin, che ha annunciato l’imminente presentazione di specifici emendamenti.
Dal “caregiver” al “curacari”: un riconoscimento prima di tutto linguistico
La prima grande novità annunciata dalla parlamentare riguarda la terminologia ufficiale. Guidolin ha dichiarato l’intenzione di presentare emendamenti per sostituire la parola foresta caregiver con il termine italiano “curacari”, coniato dallo scrittore Flavio Pagano.
“Un riconoscimento anche linguistico che vuole contribuire a dare maggiore dignità e visibilità a milioni di persone che svolgono un ruolo fondamentale nella nostra società” – ha sottolineato la senatrice.
Una scelta culturale che punta a valorizzare l’atto del prendersi cura, elevandolo a pilastro riconosciuto del tessuto sociale.
Le priorità: tutele economiche e riforma delle RSA
Il cambio di nome, tuttavia, deve necessariamente camminare di pari passo con interventi concreti e strutturali. In un’Italia che registra un rapido invecchiamento della popolazione, le richieste al Governo si concentrano su punti chiave ben definiti:
- Sostegni economici e tutele: Maggiori risorse per i familiari che assistono a tempo pieno persone non autosufficienti.
- Riforma strutturale delle RSA: Un intervento profondo sulle residenze sanitarie assistenziali per garantire standard di qualità elevati.
- Dignità per gli operatori sociosanitari (OSS): Condizioni di lavoro giuste e adeguate per chi lavora professionalmente nel settore.
- Nuovi modelli abitativi: Investimenti in forme di co-housing e condivisione per contrastare l’isolamento e la solitudine, sia dei pazienti che di chi li assiste.
“Prendersi cura di chi cura” come priorità nazionale
La rotta tracciata dall’M5S è netta: l’assistenza non può più essere considerata un problema privato delle singole famiglie, ma deve diventare una colonna portante della programmazione statale.
“Prendersi cura delle persone più fragili significa anche tutelare chi, ogni giorno, dedica la propria vita ad assisterle” – ha concluso Guidolin. Un appello trasversale affinché il welfare italiano sappia evolversi e rispondere con efficacia ai bisogni reali del Paese.
Testi, foto e correzioni realizzati con AI.
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