Il 18 marzo non è una data come le altre. È il giorno in cui l’Italia si ferma, con le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici, per onorare la Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia di Coronavirus. È un momento di silenzio e riflessione, ma per il nucleo CNAI di Catania (Consociazione Nazionale delle Associazioni Infermiere/i) è anche l’occasione per dare voce a chi, in quegli anni difficili, è rimasto in prima linea fino all’ultimo.
Un tributo ai “professionisti del coraggio”.
Il bilancio che la professione infermieristica ha pagato alla pandemia è pesantissimo. A livello nazionale si contano circa 90 infermieri deceduti e oltre 390.000 contagi. Numeri che non sono solo statistiche, ma storie di donne e uomini che hanno operato con una dedizione totale, spesso a rischio della propria vita.
“Mantenere viva la memoria è un dovere morale,” sottolineano i rappresentanti del nucleo CNAI Catania. “Dobbiamo rendere omaggio a chi non c’è più e stringerci attorno alle famiglie che hanno perso i propri cari, con la speranza che una tragedia simile non debba mai più ripetersi.”
La situazione in Sicilia: tra dedizione e criticità.
Anche in Sicilia, il quadro delineato dai componenti del nucleo etneo — Giovanna Spanò (delegata), Calogero Coniglio (vice delegato), Maurizio Cirignotta, Biagio Cirino e Silvio Caceci — evidenzia una realtà complessa. Gli infermieri siciliani non hanno affrontato solo il virus, ma continuano a combattere quotidianamente contro:
- Carenze strutturali d’organico: un vuoto che costringe a turni estenuanti.
- Stipendi inadeguati: che non riflettono l’altissima responsabilità del ruolo.
- Fenomeni di aggressione: un paradosso doloroso per chi lavora per la cura degli altri.
Guardare al futuro: verso una sanità più resiliente.
Nonostante le pressioni crescenti, il personale sanitario garantisce ogni giorno la continuità dei servizi con professionalità. Tuttavia, CNAI Catania lancia un monito chiaro alle istituzioni: il riconoscimento non può essere solo simbolico.
Per migliorare il sistema sanitario regionale, secondo gli esperti del nucleo, è urgente puntare su:
- Assistenza territoriale e di prossimità: per curare i cittadini più vicini alle loro case.
- Decongestionamento dei Pronto Soccorso: riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere.
- Tutela del benessere lavorativo: proteggendo chi, ogni giorno, si mette al servizio della collettività.
Ricordare le vittime del Covid oggi significa prendersi l’impegno di costruire, domani, una sanità più equa e resiliente. Perché il miglior modo per onorare chi è caduto è garantire sicurezza e dignità a chi resta nelle corsie.
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