Si è spento a Varese Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord e protagonista indiscusso di oltre trent’anni di storia repubblicana. Aveva 84 anni. La notizia della sua scomparsa, avvenuta il 19 marzo 2026, ha scosso il mondo della politica proprio nel giorno della Festa del Papà, suscitando reazioni unanimi da alleati e storici avversari.
Il “Capo” che inventò il federalismo moderno
Nato a Cassano Magnago, Umberto Bossi non è stato solo un leader di partito, ma il catalizzatore di un sentimento di profondo mutamento che dal Nord Italia ha travolto l’intero Paese. Dalla fondazione della Lega Lombarda nel 1984 all’approdo in Senato nel 1987, il “Senatùr” ha dato voce alla cosiddetta “questione settentrionale”, usando un linguaggio diretto, spesso ruvido (il celebre “celodurismo”), ma capace di scardinare i vecchi equilibri della Prima Repubblica durante gli anni di Tangentopoli.
I momenti chiave della sua carriera:
- L’alleanza con Berlusconi: Un rapporto fatto di “liti e riappacificazioni” che ha dato vita al centrodestra moderno.
- Il rito dell’ampolla: Le adunate a Pontida e la dichiarazione di secessione (poi trasformata nella battaglia per il federalismo).
- I ruoli di governo: Due volte Ministro per le Riforme, ha legato il suo nome alla legge sull’immigrazione (Bossi-Fini) e alla riforma federalista.
- La malattia: Il grave malore del 2004 che ne segnò il fisico, ma non la volontà di restare un punto di riferimento per il suo “popolo”.
Il cordoglio delle istituzioni e della politica
Le reazioni alla sua morte testimoniano l’impatto profondo che Bossi ha avuto sulle istituzioni italiane.
Sergio Mattarella: “L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico.”
Matteo Salvini, visibilmente commosso, ha affidato ai social il suo saluto: “Mi hai cambiato la vita. Il tuo popolo continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato”. Anche dal fronte opposto, Pierluigi Bersani lo ha ricordato come l’avversario “più dignitoso e a cui ho voluto più bene”, sottolineando il rispetto umano che Bossi riusciva a generare nonostante le distanze ideologiche.
L’eredità politica: dal “Comitato del Nord” all’Autonomia
Negli ultimi anni, pur avendo lasciato la guida attiva del partito a Matteo Salvini, Bossi era rimasto una figura tutelare per i “nostalgici” della prima ora, riuniti nel Comitato del Nord. La sua battaglia per l’autonomia differenziata, oggi al centro del dibattito politico, rimane il suo lascito più concreto e attuale.
Umberto Bossi lascia un’Italia profondamente diversa da quella che trovò negli anni ’80, un Paese che ha dovuto imparare a confrontarsi con le istanze del territorio e con una politica più vicina (nel bene e nel male) al linguaggio della gente comune.
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