Condividi contenuto
A un anno dall’approvazione della DGR 960, il sindacato lancia l’allarme: la sanità pubblica veneta è retta da professionisti “pochi, più anziani e più stanchi”. Urgono assunzioni “sbloccate” e una valorizzazione economica reale per evitare il tracollo.
Nonostante gli impegni assunti, la crisi di personale nel sistema salute veneto non accenna a migliorare. La FP CGIL Veneto lancia un duro monito, rilevando che la situazione operativa a un anno dall’approvazione della Delibera di Giunta Regionale 960/2024, destinata a contrastare la carenza di operatori, è rimasta critica.
“La sanità pubblica veneta è retta da professionisti sempre più pochi, più anziani e più stanchi,” ha dichiarato Ivan Bernini, segretario generale della FP CGIL Veneto, sottolineando la necessità di interventi strutturali urgenti per garantire la qualità dei servizi e la sicurezza delle cure.
I dati delineati dalla stessa DGR 960 rivelano la profonda vulnerabilità del sistema a medio e lungo termine:
- Invecchiamento: Il 47% del personale sanitario ha oltre cinquant’anni, con picchi che raggiungono il 57% tra gli OSS e il 59% tra gli amministrativi.
- Fuga di Professionisti: La pressione si traduce in dimissioni inattese. Nel 2023, ben il 67% delle dimissioni degli infermieri è avvenuto in modo improvviso.
- Mobilità in Uscita: La Regione registra un significativo incremento del 79% della mobilità in uscita degli infermieri verso altre realtà, evidenziando una palese mancanza di attrattività.
Queste cifre dimostrano che le politiche attuate finora non hanno prodotto la necessaria inversione di tendenza.
La FP CGIL critica il mancato seguito dato alle indicazioni della stessa Delibera 960. Se da un lato si parla di semplificazione dei profili, dall’altro se ne introducono di nuovi, creando confusione.
Le misure per combattere il “burnout” e per la conciliazione vita-lavoro si sono rivelate insufficienti:
- L’ultimo Contratto Collettivo Nazionale ha recuperato solo parzialmente il potere d’acquisto, senza fornire la valorizzazione economica attesa.
- I turni restano massacranti, sostenuti prevalentemente da lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive.
La FP CGIL Veneto ritiene che sia prioritario agire con un piano straordinario per rimettere al centro i professionisti sanitari:
- Assunzioni Straordinarie: Si richiede un piano di “assunzioni sbloccate”, superando in modo definitivo il vincolo del tetto di spesa che ostacola l’ingresso di nuovo personale.
- Valorizzazione Economica: È necessario un piano di valorizzazione economica reale delle professioni sanitarie, che vada oltre il parziale recupero dell’ultimo rinnovo contrattuale.
- Riorganizzazione: Urge una riorganizzazione che miri ad alleggerire i carichi di lavoro, eliminando le cosiddette attività improprie per consentire a medici, infermieri e OSS di concentrarsi pienamente sulle mansioni di cura e assistenza.
La Regione, conclude Bernini, ha la responsabilità di difendere il diritto alla salute dei cittadini veneti garantendo una sanità pubblica forte. In un contesto segnato dall’inverno demografico e dalle conseguenze della sindemia, l’investimento sul sistema salute deve essere considerato una priorità strategica nazionale, al di sopra di qualsiasi valutazione finanziaria.
Seguici anche su:
- Gruppo Telegram: Concorsi in Sanità – LINK
- Gruppo Telegram: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Telegram: Infermieri – LINK
- Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) – LINK
- Gruppo Facebook: Concorsi in Sanittà – LINK
- Pagina Facebook: AssoCareNews.it – LINK
- Gruppo Facebook: AssoCareNews.it –LINK
- Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari – LINK
- Gruppo Telegram: ECM Sanità – LINK
- Gruppo Facebook: ECM Sanità – LINK
Per contatti:
- E-mail: redazione@assocarenews.it

