In Capitanata la tensione è altissima e il clima tra i corridoi della sanità pubblica si fa ogni ora più rovente. A far scattare la sirena d’allarme sono state le organizzazioni sindacali FP CGIL e CISL FP, che attraverso una dura lettera diffida firmata dai rappresentanti Angelo Ricucci, Marcello Perulli e Giuseppe Mangiacotti hanno messo nero su bianco tutta la propria preoccupazione per ciò che potrebbe accadere da qui a pochi giorni.
Al centro della bufera ci sono due questioni caldissime che rischiano di incrociarsi con effetti devastanti. Da un lato, le indiscrezioni sempre più insistenti su un piano di riorganizzazione che vedrebbe la soppressione di diverse postazioni del 118 sul territorio provinciale, basato su un rigido e discutibile parametro: un’ambulanza ogni 60 mila abitanti. Un criterio che, applicato a una provincia vasta e morfologicamente complessa come quella foggiana, suona per molti come una vera e propria condanna all’isolamento per diverse comunità.
Dall’altro lato c’è una clessidra che corre velocissima: il prossimo 30 settembre scadranno infatti i contratti di oltre cento lavoratori della Sanitaservice, figure chiave impegnate proprio nelle attività di ausiliariato e supporto alla rete dell’emergenza-urgenza.
Incrociare i tagli alle postazioni con il mancato rinnovo di un centinaio di operatori significa, secondo i sindacati, infliggere un colpo fatale alla tenuta dell’intero sistema sanitario locale. Il rischio concreto è quello di un paralizzante blocco operativo: da una parte soccorsi depotenziati e a scartamento ridotto, dall’altra lavoratori rimasti in servizio costretti a sobbarcarsi turni e carichi di lavoro definiti senza mezzi termini “disumani”. A pagarne il prezzo più alto, come sempre, sarebbero i cittadini e il loro fondamentale diritto alla salute.
I destinatari dell’appello-diffida sono la Direttrice Generale dell’ASL di Foggia, Tiziana Dimatteo, e l’Amministratore Unico di Sanitaservice, Massimo Russo. A loro i sindacati chiedono tre azioni immediate: fermare subito qualsiasi scelta unilaterale di taglio o soppressione, convocare d’urgenza un tavolo di confronto con le parti sociali per salvare i posti di lavoro e sbloccare una volta per tutte i concorsi pubblici per coprire le storiche carenze d’organico.
I tempi, però, sono strettissimi. Se entro il 1° ottobre non arriveranno le risposte auspicate, la protesta uscirà dalle stanze dei bottoni per approdare nelle piazze: i sindacati si dicono pronti a proclamare lo stato di agitazione e a dare il via a una stagione di mobilitazioni a tutela dei lavoratori e di tutta la comunità della provincia di Foggia.
La nota di Cgil e Cisl:
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