L’amore ha costantemente generato e sostenuto sentimenti, emozioni e dinamiche sia sociali che sentimentali.
L’empatia e la relazione di cura appaiono sempre più come valori citati frequentemente, art. 4 codice deontologico infermieri, ma che raramente si traducono in pratiche concrete. Ciò accade a causa della prevalenza di un personale ormai ridotto ai livelli minimi ed essenziali; qualora si verifichino, purtroppo, delle malattie, si rendono necessari raddoppi dei turni, specialmente durante le notti, con un impatto ancora più marcato sull’equilibrio familiare e sentimentale.
Si continua a confidare in un’inversione di tendenza dell’attrattività, tuttavia i dati indicano una realtà differente. La motivazione alla base di questa delusione e stanchezza deriva da una serie di criticità che si protraggono nel tempo e che nessuno intende affrontare realmente: l’uscita dal Comparto.
Mentre i medici, continuano ad affermare il loro status professionale e contrattuale per affermare i propri diritti, scelgono la linea della protesta, da parte nostra si riscontra solo silenzio; quel poco che si manifesta non riesce a influenzare le sedi della politica e delle istituzioni.
Siamo una categoria priva di quel collante che i medici hanno in abbondanza mentre a noi scarseggia.
Tutti delegano tutti parlano ma nessuno coagula questi sentimenti che animano i corridoi delle corsie dando un’unica voce di vera protesta che sia capace di trapassare i muri della insensibilità della politica la quale attraverso i suoi fans cerca di gestire questa poca sanità che è rimasta.
Una politica aziendale che, da un lato, impone a chi è in una posizione di gestione di focalizzarsi sui dati numerici piuttosto che sulle persone, mentre dall’altro compromette i legami affettivi e personali degli individui.
Al momento, la carenza di organico rallenta l’attuazione del nuovo modello sanitario basato su prossimità e proattività.
Per poter delineare una visione più concreta del dinamismo di questa professione, risulta indispensabile investire nel personale infermieristico; quest’ultimo rappresenta l’elemento di connessione fondamentale tra il medico e il paziente, assumendo inoltre un ruolo centrale nel nuovo modello sanitario emerso dalla gestione del COVID e definito dal DM 77 del 2022.
L’atto dell’investire consiste nell’instaurare le condizioni essenziali atte a favorire non l’edificazione di barriere, bensì la formazione di individui dotati di idee e riflessioni orientate verso il paziente, sia egli in stato di salute che in condizione di malattia, ponendo così l’accento sulla vita nella sua intrinseca fragilità e nella sua autentica condizione.
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