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Il 2025 è stato un anno in cui la sanità milanese ha mostrato in modo evidente tutte le proprie fragilità. Alla narrazione dell’eccellenza si è contrapposta una realtà fatta di carenze di personale, pressione organizzativa crescente, esternalizzazioni spinte e stipendi sempre più inadeguati rispetto al costo della vita. Un quadro che non si è manifestato all’improvviso, ma che nel corso dell’anno è progressivamente esploso in diversi presidi ospedalieri.
In questo contesto, FIALS Milano Area Metropolitana non si è mai tirata indietro, confermandosi come il soggetto sindacale più attivo nei luoghi di lavoro. Assemblee, prese di posizione pubbliche, stati di agitazione e comunicati hanno accompagnato l’intero 2025, portando all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica una crisi che non poteva più essere gestita nel silenzio.
San Raffaele: il caso che ha fatto emergere le contraddizioni del sistema.
Il momento di massima tensione si è registrato all’Ospedale San Raffaele di Milano nel mese di dicembre 2025, quando una serie di gravi criticità organizzative in reparti ad alta intensità di cura ha portato all’attivazione di misure straordinarie per garantire la sicurezza assistenziale. Nei giorni compresi tra il 5 e il 7 dicembre, sono emerse difficoltà legate all’impiego di personale esterno attraverso cooperative, con problemi di integrazione nei processi assistenziali e forti preoccupazioni espresse dagli operatori sanitari.
La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione pubblica, fino all’apertura di un’inchiesta conoscitiva da parte della Procura di Milano, finalizzata a fare chiarezza sulle modalità organizzative e sulla gestione delle risorse umane in un contesto clinico particolarmente delicato.
Su questi fatti FIALS Milano è intervenuta con una presa di posizione netta, richiamando l’attenzione sui rischi di un modello fondato sull’esternalizzazione spinta e sulla compressione dei diritti del personale.
«Quanto accaduto al San Raffaele non è un incidente isolato, ma il risultato di scelte organizzative che da tempo denunciamo», ha dichiarato Mauro Nobile, segretario generale di FIALS Milano. «Affidare pezzi fondamentali dell’assistenza a personale esterno, spesso senza un’adeguata integrazione e continuità, significa mettere sotto stress il sistema e aumentare i rischi per lavoratori e pazienti».
Il caso San Raffaele ha reso visibile ciò che per mesi era rimasto sotto traccia: una sanità che regge sempre più sull’adattabilità dei singoli operatori, chiamati a compensare carenze strutturali e scelte organizzative discutibili.
ASST Nord Milano e altri presidi: un disagio non isolato.
Quanto emerso al San Raffaele non è stato un episodio isolato. Nel corso del 2025, criticità analoghe hanno attraversato anche altre realtà ospedaliere del territorio. All’ASST Nord Milano, il blocco della contrattazione aziendale, la mancata valorizzazione delle indennità e l’assenza di risposte su turni e carichi di lavoro hanno portato FIALS Milano a proclamare lo stato di agitazione, aprendo una fase di mobilitazione ampia e partecipata.
«Il disagio che attraversa gli ospedali milanesi è sistemico», ha sottolineato Nobile. «Non riguarda una singola azienda, ma un modello che scarica sul personale tutte le contraddizioni della sanità contemporanea».
Redditi insufficienti e libera professione: le poche risposte immediate.
Nel corso dell’anno, FIALS Milano ha mantenuto al centro della propria azione il tema del reddito. In una città come Milano, sempre più costosa, un numero crescente di operatori sanitari si trova in difficoltà economica pur lavorando a tempo pieno. In questo contesto, l’attività libero-professionale extra ed intramoenia è diventata una delle pochissime leve di breve periodo disponibili per integrare il reddito.
Non una soluzione strutturale, ma uno strumento concreto e immediato, che FIALS Milano ha difeso con determinazione contro interpretazioni restrittive e applicazioni disomogenee.
«Rendere incerta o ostacolare l’attività libero-professionale significa togliere ossigeno a un sistema già in affanno», ha affermato Nobile. «In una fase come questa, giocare con il reddito dei lavoratori è irresponsabile».
Parallelamente, il sindacato ha denunciato con continuità il problema dei salari fermi e della progressiva erosione del potere d’acquisto, portando queste questioni al centro di assemblee, mobilitazioni e confronti istituzionali.
Conflitto, confronto e responsabilità.
Accanto alle vertenze locali, il 2025 ha visto FIALS Milano impegnata anche sul piano della contrattazione nazionale e del confronto istituzionale. Il rafforzamento della rappresentanza sindacale ha consentito di incidere con maggiore forza sui tavoli di rinnovo contrattuale e sulla valorizzazione delle aree più esposte, come i pronto soccorso, dove lo sblocco delle risorse per l’indennità rappresenta un segnale positivo, pur insufficiente se non accompagnato da interventi strutturali.
«Ogni riconoscimento economico è importante, ma non basta», ha concluso Nobile. «Senza investimenti su organici, sicurezza e organizzazione del lavoro, la sanità continuerà a vivere di emergenze».
Il 2025 consegna a Milano l’immagine di una sanità che continua a reggere grazie al senso di responsabilità dei lavoratori e a un’azione sindacale che non ha mai fatto un passo indietro. FIALS Milano continuerà a esserci, anche quando il conflitto è scomodo, perché difendere il lavoro in sanità significa difendere il diritto alla salute.

